Mistero Buffo in cantiere…

Un cantiere aperto dove scoprire i segreti della messinscena: questo sta accadendo a Pesaro, nell’ambito di TeatrOltre (da martedì 11 a giovedì 13 aprile), nella Chiesa dell’Annunziata con Cantiere aperto per “Mistero buffo”, con Matthias Martelli, interprete, ed Eugenio Allegri, regista. I due ripartono dal testo del Premio Nobel Dario Fo per riscoprire la tradizione giullaresca e consegnarla nella loro personale versione alle nuove generazioni di spettatori che potranno assistere in diretta al confronto sulle tecniche e sulla realizzazione scenica dell’opera, per entrare direttamente all’interno del processo creativo, al quale è invitato a partecipare il pubblico seguendo tutti e tre gli appuntamenti.

A Matthias Martelli, che da 3 anni porta in giro per l’Italia il suo “Mercante di monologhi”, chiediamo come è nato questo sodalizio con Allegri: <Sono io che ho scelto Eugenio per guidarmi in questo affascinante percorso. Da subito mi ha detto che si sarebbe potuto fare solo se fossimo arrivati ad un livello altissimo, come il testo merita. E’ stato straordinario che lui abbia accettato la sfida di dirigermi: aveva visto il mio spettacolo e io avevo fatto dei corsi di teatro con lui. Ma la cosa bella è stata che quando abbiamo chiesto i diritti a Fo, che era ancora vivo, lui ha voluto vedere un video prima di concederceli. Noi lo abbiamo realizzato al Teatro Perugini di Apecchio e glielo abbiamo mandato, ricevendo subito il nulla osta.>

Come sta procedendo il lavoro?

<E’ esattamente la dimostrazione di come si lavora per creare uno spettacolo: sia dal punto di vista registico che da quello dell’attore. Io mi presto totalmente ai consigli di Eugenio e, mentre lavoro, lui mi spiega cosa e come devo fare: da come muovermi in scena, alla gestualità, allo sguardo, alla voce. Praticamente è tutto il lavoro di costruzione completamente messo a nudo. Eugenio è uno dei pochi Maestri in Italia a poter fare questa cosa grazie all’esperienza di attore e regista legato alla Commedia dell’Arte, alla lezione del grande pedagogo francese Jaques Lecoq e naturalmente affine al lavoro di Dario Fo, con il quale ha più volte lavorato.>

Come si fa a rimanere fedeli al testo con una personale interpretazione?

<Il lavoro fatto con il Mercante, mi ha permesso di scoprire alcune delle mie caratteristiche che fanno sì che lo spettacolo riuscisse in qualsiasi condizione mi fossi trovato. Si tratta di applicare questo al testo di Fo e, in questa tournée di prove, la gente vedo che gradisce e accetta il mio modo stare in scena.>

Come mai la voglia di fare proprio Mistero Buffo?

<Perché per me rappresenta il motivo per cui mi sono appassionato al teatro: io ero innamorato di questa forza immaginativa che sprigionava Mistero Buffo, dove uno sguardo, un’intonazione, potesse far sembrare di essere in una chiesa come in un deserto, la sua straordinaria potenza evocativa.>

Ogni sera uno spettacolo diverso?

<Sì, stiamo lavorando su Bonifacio VIII, la resurrezione di Lazzaro, il primo miracolo di Gesù e le notti di Cana. Chi viene tutte le sere vedrà brani diversi.>

Info: 389 6657785. Inizio spettacoli ore 21

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