MM Contemporary: danza per esorcizzare le paure

La grande danza in scena al teatro Sanzio di Urbino grazie alla presenza di una delle compagnie più prestigiose della scena italiana e internazionale. La MM Contemporary Dance Company proporrà, mercoledì 15 novembre, due significativi titoli del repertorio musicale del Novecento: La Sagra della primavera di Stravinskij nella recente versione coreografica di Enrico Morelli e Bolero di Ravel nella riuscita versione coreografica di Michele Merola, fondatore della compagnia, che terrà anche delle masterclass gratuite con gli allievi delle scuole di danza della città.

Ha da poco compiuto i 100 anni e, dopo lo scandalo suscitato all’esordio, con la prima versione della coreografia, realizzata a Parigi da Vaslav Nijinsky per i Ballets Russes di Diaghilev, Le Sacre du Printemps di Igor Stravinskij rimane un cult della danza contemporanea. Ispirata ad una antica leggenda slava, secondo cui ad ogni primavera una vergine doveva essere ritualmente sacrificata, affinché la terra potesse rifiorire, dopo essere stata di ispirazione per numerosi coreografi, l’allestimento e la chiave di lettura di Morelli si rispecchia molto nell’affannoso dinamismo del mondo moderno: per combattere antiche e nuove paure, ed esorcizzare il male di vivere che accompagna il presente, ogni occasione è buona per individuare un capro espiatorio”. L’assunto della coreografia è tutto qui: sino a quando l’essere umano sacrificherà i propri simili alla violenza del cieco cannibalismo e non sceglierà la via del rispetto dell’altro, la luce della cultura e la chiarezza della ragione non prenderanno il sopravvento.

Un altro brano tra i più noti della storia della musica è il Bolero di Ravel, meccanismo ad orologeria che evoca immagini di sensualità, spesso contrassegnate da una sostanziale ambiguità. Nel realizzare una nuova versione coreografica del Bolero, Merola si è confrontato con questa musica ossessiva e ripetitiva, cercando di comprenderne l’identità, la ragione e la funzione, per arrivare così alla sua interpretazione, fino a focalizzarsi sul ventaglio inesauribile dei rapporti umani, in particolare quelli di coppia, dentro ai quali, spesso, registriamo le reciproche e inconciliabili distanze tra uomini e donne, quel “muro trasparente” che li divide. Nella coreografia si proiettano, dall’interno verso l’esterno, paure, desideri rimossi, scosse esistenziali che rivelano interi universi, legami segreti che esistono tra le persone: l’ironia lascia il posto al timore, l’amore al disinganno, il distacco alla condivisione, e via via, fra crescendo e diminuendo, come la musica del Bolero. Da compositore raffinato ed esperto, consapevole delle esigenze del palcoscenico, Stefano Corrias ha creato una sua propria partitura musicale, liberamente ispirata alla versione originale del brano di Ravel.

Per informazioni e biglietti (da 10 a 20 euro): biglietteria del teatro 0722 2281. Inizio spettacolo ore 21.

 

 

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