Nellie Bly e il suo viaggio intorno al mondo

Nellie Bly fu la prima donna a viaggiare intorno al mondo senza essere accompagnata ovunque da uomini e divenne un modello di emancipazione femminile: la storia di questo incredibile viaggio sarà mercoledì 6 marzo (h 21.15) al Teatro Apollo di Mondavio, nell’ambito della rassegna Teatri d’Autore, raccontata da Diana Forlani e Lorenzo Acquaviva, con la regia di Paola Sarcina. Il giro del mondo in 72 giorni, 6 ore, 11 minuti e 14 secondi, lo compì davvero, nel 1889, una giovane giornalista americana, Nellie Bly (pseudonimo di Elizabeth Cochran), sedici anni dopo l’uscita del romanzo di Jules Verne che narrava il viaggio intorno al mondo (in 80 giorni) di Mr. Phileas Fogg. Nellie aveva appena 24 anni e la sua sfida appassionò per mesi i lettori del suo giornale: partita da New York, viaggiò su navi, treni e cavalli, toccando Londra, Calais, Brindisi, Port Said, Ismalia, Suez, Aden, Colombo, Penang, Singapore, Hong Kong, Yokohama, San Francisco.
Diana Forlani è una giovanissima attrice pesarese che ha già raccolto diversi successi personali che si è innamorata di questo incredibile personaggio.

Nellie è stata un vero modello di emancipazione femminile?

«Si e lo era nei fatti: è un esempio di emancipazione vissuta. Fin da piccola è stata decisa e nonostante le difficoltà è riuscita a fare tutto quello che tante donne non potevano fare in quel periodo. Le prospettive future per una donna nell’America di metà 800 erano quelle di trovare marito e al massimo andare a lavorare in fabbrica per un misero stipendio».

Come è nata la messinscena di questo testo?

La genesi risale a 10 anni fa, perché l’idea è stata della regista Paola Sarcina, che nel 2007 iniziò a lavorare all’adattamento teatrale del libro. Poi, per vari motivi, si è arrivati al 2017, quando Paola vide la puntata di Rai Storia dedicata a Nellie e le si riaccese la lampadina. Fortunatamente io stavo già lavorando con lei e così lo abbiamo ripreso in mano e rielaborato e abbiamo debuttato a Roma. Sono molto contenta di essere nella mia regione, ma anche del fatto che questo spettacolo è stato scelto tra i 12 che rappresentano l’Italia al Festival Inscena che porta il teatro italiano negli Stati Uniti: Nellie tornerà a New York!».

Forse oggi non si riuscirebbe a fare un giro così intorno al mondo?

«Oggi probabilmente si userebbe l’aereo e sarebbe un viaggio diverso sia per i tempi che per i mezzi. Lei ebbe molto coraggio a viaggiare da sola, ma questa cosa le consentì di conoscere tante persone, di avere tante sensazioni tattili e olfattive, in un bagaglio di emozioni che oggi difficilmente si ritroverebbero. E forse, paradossalmente, viaggiare oggi sarebbe anche più pericoloso per una donna sola».

Attrice giovanissima: come è nata la sua passione per il teatro?

«Risale alla 4° elementare, quando ho fatto un laboratorio di teatro, nella rassegna curata da Danila Merloni, e feci il mio primo debutto. Poi ho frequentato il Teatro Accademia a Pesaro e, appena diplomata al Classico, sono andata a Roma dove ho frequentato l’Accademia Cassiopea e Yd’s actor studio di Ivonne d’Abbraccio».

Nellie è una scusa per parlare di donne oggi?

«Si anche perché la sua fama è esplosa con il viaggio, ma in realtà ha fatto tanto altro: si è sempre battuta per i diritti delle donne. Si è persino finta pazza per 10 giorni per entrare in un manicomio, fregando tutti i medici che la visitarono. Si finse operaia per parlare delle condizioni delle fabbriche. Una vera paladina del femminismo, quello dei fatti però e non delle chiacchiere».

 

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