Nicola Alaimo e il suo Rossini

L’Orchestra Sinfonica G. Rossini torna mercoledì 7 febbraio al Teatro della Fortuna di Fano per un appuntamento interamente dedicato al repertorio rossiniano con la stella della lirica, Nicola Alaimo.
Reduce dalla magnifica Bohème diretta dal M° Michele Mariotti al Teatro Comunale di Bologna, Alaimo sarà il protagonista di due concerti all’interno delle stagioni dell’orchestra Sinfonica G.Rossini, Sinfonica 3.0, al teatro della Fortuna di Fano e al Rossini di Pesaro. A Fano l’appuntamento sarà interamente dedicato a Rossini, mentre a Pesaro, il 16 febbraio, il concerto sarà un omaggio al Maestro Alberto Zedda. Il programma prevede molte arie buffe e molti noti personaggi di Rossini. Per il talentuoso baritono un ritorno alle origini, a quel 1998 che lo vide interpretare il difficile ruolo di Alidoro nella Cenerentola, al suo debutto rossiniano. Ora sono 20 gli anni di intensa e meritata carriera: Alaimo è un cantante straordinario, di grande sensibilità artistica.

Quali i personaggi che andrà ad interpretare?
<Sarò Taddeo de L’italiana in Algeri e poi penetreremo all’interno di due opere altrettanto meravigliose come la Cenerentola e il Barbiere. In Cenerentola sarò Don Magnifico, Dandini e anche Alidoro con una delle arie più difficili di Rossini, che molti dicono non scritta da lui, ma non sono d’accordo.>

Un’aria difficile, ma che l’ha vista debuttare 20 anni fa?
<Sì, è un’aria che non canto da 20 anni, quando debuttai in quel ruolo nel 1998. Dopo feci sempre il ruolo di Dandini, mentre Don Magnifico non l’ho mai cantato, anche se l’anno prossimo lo interpreterò ad Amsterdam.>

Anche per il Barbiere farà diversi personaggi?
<Nel Barbiere sarò uno e trino: sia Figaro che Bartolo, fino, addirittura, a Don Basilio nella versione originale in re maggiore. Un ruolo difficile per il basso previsto da Rossini, ma molto più tranquilla per un baritono come me.>

Ma non solo…
<Non poteva mancare la famosissima aria del Viaggio a Reims, l’aria di Don Profondo, aria pazza dove bisogna trovare la giusta cadenza per ogni lingua che è compresa nella partitura! Anche questa l’ho cantata una volta sola, nel 2005. Ovviamente ci sarà anche spazio per le sinfonie e per un bis dove canterò un’aria bellissima che ho amato alla follia, chi mi conosce sa di cosa parlo…>

La sua è una carriera ormai ricca di impegni in tutto il mondo?
<Il 19 febbraio parto per Budapest dove sarò Falstaff con la Budapest Orchestra diretta da Ivan Fischer, poi sarò Francesco nei Masnadieri a Montecarlo. Verdi torna sempre prepotentemente nei miei impegni, ma non mollo Rossini per nulla al mondo, è il compositore che più amo. In scaletta anche Il Pirata, che torna alla Scala dopo 70 anni e Don Pasquale a Vienna.>

A Pesaro sarà un omaggio a Zedda: un ricordo del Maestro?
<Tanti, ma uno in particolare: 2 anni prima di interpretare Guglielmo Tell al Rof, il Maestro Zedda mi chiamò per debuttare in quel ruolo in un recital a La Coruna diretto da lui. Preso dall’entusiasmo dissi di sì, ma in prossimità delle prove, più studiavo e più non mi sentivo emotivamente pronto. Così 20 giorni prima lo chiamai spiegandogli le mie ragioni.>

Non la prese bene?
<No, decisamente! Nel 2013, lui veniva ad assistere alle prove del Tell al Rof e un giorno lo vidi in sala di malumore. Durante la pausa, andai da lui, come tutti per i consigli, e gli chiesi come mai era così accigliato e mi disse: “ogni volta che ti sento cantare ti tirerei una sedia in testa per quel bidone che mi hai tirato alla Coruna”. Uno dei più bei complimenti che io abbia mai ricevuto!>

Sul palco il coro del Teatro della Fortuna “M. Agostini” che vedrà il proprio maestro anche nelle vesti di direttore. Mirca Rosciani, infatti, sarà la bacchetta a cui è stato affidato lo stimolante compito di dirigere l’importante progetto che prevede l’esecuzione al pubblico del lavoro di registrazione del primo cd di arie rossiniane che Alaimo sta facendo proprio nel teatro fanese.

Info: 0721 800750

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