Patti Smith: poesia, musica e un omaggio a Rossini

Il suo sogno era quello di diventare poetessa, il suo destino l’ha fatta diventare un mito del rock mondiale: questa sera, la “sacerdotessa del rock” Patti Smith sarà sul palco (h21) del Teatro Rossini di Pesaro, con il suo spettacolo “Words and Music”, un “concerto-reading” con l’accompagnamento del fido Tony Shanahan al piano e chitarra, sold out in mezza giornata nel giorno del suo annuncio, qualche mese fa.

Poche, ma preziose date per questo suo tour italiano, così particolare ed intimo, che a Pesaro sarà impreziosito da uno speciale omaggio rossiniano, in occasione del progetto Rossini Dialogues, artisti di oggi ‘in dialogo’ con l’eredità rossiniana, che ha già visto la partecipazione di Asaf Avidan ed Edoardo Bennato.

La “Playlist Rossini by Patti Smith” aprirà il concerto con un ensemble di talenti dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda” del Rossini Opera Festival: Francesca Tassinari (soprano), Laura Verrecchia (mezzosoprano), Manuel Amati (tenore) e Tamuna Giguashvili (pianista). Le arie rossiniane scelte dall’artista statunitense sono Una voce poco fa da Il Barbiere di Siviglia, S’allontanano alfine dal Guglielmo Tell, Un soave non so che e Nacqui all’affanno da Cenerentola.

Vera icona del rock, Patti, in quaranta anni, ha attraversato il punk diventandone l’icona, e analizzato il mondo in tutte le sue forme d’arte, attraverso musica, fotografia, poesia, romanzi, pittura e scultura, lasciando ovunque un segno indelebile. Amata, discussa, influente e idealista, Patricia Lee Smith, in arte Patti Smith, è sempre stata una bambina alta, allampanata, malaticcia, con un occhio sinistro pigro e timidissima: nessuno avrebbe mai potuto immaginare una sua trasformazione nella rockstar innovativa e audace che è stata. Tuttavia, Patti racconta di aver sempre saputo di essere destinata alla grandezza: «Quando ero una ragazzina, ho sempre saputo che avevo qualcosa di speciale dentro di me. Voglio dire, non ero attraente, non ero molto comunicativa, non ero molto intelligente, almeno a scuola. Non ero nulla di tutto ciò, e non ho mai dimostrato al mondo che ero qualcosa di speciale, ma ho avuto questa enorme speranza per tutto il tempo ed è questo lo spirito che mi ha mantenuto forte… ero una bambina felice perché avevo la sensazione che sarei andata oltre il mio corpo fisico…».

Erano gli anni ’60 quando la giovanissima Patti Smith, poco più che ventenne, si trasferisce nella vibrante New York per trovare la sua strada. Il resto è storia: dalla relazione con il fotografo Robert Mapplethorpe, a cui ha dedicato un libro “Just Kids” da poco ristampato, fino alla pubblicazione di Horses, uno dei migliori album della storia del rock.

In “Words and music” convivono poesia e alcune delle canzoni più famose del suo repertorio: “People have the power”, “Because the night”, “Ghost dance” e “Dancing barefoot”, ma anche cover di canzoni come “Mind games” (John Lennon) e “Can’t help falling in love” (Elvis Presley).

In apertura di serata a Massimo Bottura, ambasciatore del gusto italiano nel mondo, è affidata l’introduzione dell’evento, a sottolineare anche l’aspetto gourmet delle celebrazioni rossiniane. Oltre alle sue tre stelle Michelin, tra i migliori creativi del mondo in tutti i campi secondo il “New York Times”, Bottura è anche appassionato di rock e grandissimo estimatore di Patti Smith.

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