Peppe Barra: E cammina cammina…

Personaggio sempre autentico, nella vita e sulla scena, artista puro, custode indiscusso della nostra tradizione popolare, Peppe Barra sarà sul palco del Teatro Rossini domenica 29 aprile alle ore 18, ospite dell’Ente Concerti, per un viaggio nel vasto paesaggio culturale della sua musica. Uno spettacolo puro e completo dove Barra, insieme alla sua band, proporrà il suo nuovo disco “E Cammina Cammina”, con un omaggio a Pino Daniele, tra canzoni vecchie e nuove di autori diversi (Raffaele Viviani, Salvatore Di Giacomo, Enzo Gragnaniello) in un crescendo di suoni ed emozioni.

“Cammina cammina”: quanto ha camminato Peppe Barra?

<Almeno 50 anni, da adulto. Un cammino lungo e denso, anche se più che cammino è stato un viaggio nel cuore del pubblico e della gente che mi ascoltava e nella mia città, a scoprire sempre cose nuove da portare e offrire a chi piace la mia musica.>

E pensare che le avevano detto che era stonato…

<Sì, è vero, ma quando ero bambino frequentavo una scuola di bambini ricchi e l’insegnante prediligeva quelli che pagavano di più: se avessi cantato “bene” avrebbe dovuto chiamare me. Per tutta la mia fanciullezza ebbi il marchio di stonato, finché arrivò Roberto De Simone che mi disse che cantavo bene e mi prese nella Nuova Compagnia di Canto Popolare. In realtà la mia mamma mi faceva i complimenti, ma io pensavo fosse dovuto al fatto che ero il suo bambino!>

Quali le tappe più significative del suo cammino?

<Ho iniziato recitando, la prima mia grande tappa al Centro Sperimentale, dopo ho fatto parte della Nuova Compagnia e poi ho iniziato a fare teatro, o almeno come allora si definiva il teatro “mortale” che muore e non si rinnova, nell’idea del ‘68. Ma è stato al Festival dei Due Mondi che la mia carriera ha preso il volo.>

La musica popolare non ha confini?

<La word-music si costruisce partendo dalla musica popolare, dove ci sono le basi per una musica davvero interessante. Anche se il mondo popolare non c’è più, nulla o quasi nasce più spontaneamente dal cuore del popolo: oggi è tutto uno scimmiottare. I tempi sono molto cambiati e non ci sono molti presupposti per far nascere altri fiori che ora avrebbero solo un concime… “chimico”.>

Cammina Cammina è anche l’omaggio a Pino Daniele?

<Sì, la trovo una splendida canzone. Una volta Pino mi chiese come avevo potuto resistere per tanto tempo a Napoli che lui aveva invece lasciato.>

E lei cosa rispose?

<Sono Peppe Barra proprio perché ho attinto e continuo ad attingere dalla mia città: tutto quello che ascolto per strada è linfa e materiale per mio teatro. Mi diede ragione.>

Qual è la Napoli di oggi nell’arte?

<Ci sono parecchi fermenti napoletani che ti danno una visione un po’ più rosea, ma Napoli è cambiata tanto: è cambiato il gusto, ora c’è il disgusto verso le cose belle, verso la bellezza. La maggior parte dei giovani amano il brutto. Forse per i turisti Napoli mantiene il fascino di seduttrice, di città regina: certo è più sicura oggi, ma non è sicuramente più la Napoli che ho conosciuto da bambino. Sono comunque contento perché la gente mi riconosce e mi ferma per strada e questo mi fa ancora tanto piacere.>

Info: Ente Concerti 0721.32482 – Teatro Rossini 0721.387620/1

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