Rana Plaza: un documentario danzato

“Abbiamo bisogno dell’inevitabile per capire quello che sta succedendo? Chissà per quale motivo notiamo le cose sempre dopo il crollo, quando però, è inevitabilmente troppo tardi. “Rana Plaza” è un luogo dove la mancanza di volontà di comprendere ha portato un dolore senza fine.”

Un “documentario danzato”, un’azione coreografica innovativa nella quale i corpi dei danzatori narrano storie vere: al Comunale di Cagli, venerdì 21 ottobre (ore 21.15) di scena la compagnia israeliana “Liat Dror & Nir Ben Gal Dance Company” con “Rana Plaza”, uno spettacolo profondamente immerso nella nostra contemporaneità.

Sono ormai 16 anni che la compagine israeliana si è trasferita nel deserto del Negev, fondando “Adama” che significa Terra: un centro artistico e creativo, dove propongono corsi di danza e laboratori di guarigione, lavorando sulla libera espressione del movimento umano quando non è spinto al limite fisico. «Abbiamo voluto vivere una vita senza separazione» dicono Liat Dror e Nir Ben Gal «così che la danza potesse diventare parte della nostra vita quotidiana e non un’arte indipendente che richiede una vita competitiva e frenetica. Siamo voluti ritornare a danzare in un luogo di dedizione, disciplina e amore». Lo spettacolo riesce a porre l’accento sulla mancanza di sicurezza, la ripetitività e l’alienazione di un lavoro necessario ma sottopagato. La storia si riferisce al Rana Plaza di Savar in Bangladesh, un grande edificio che ospitava fabbriche di abbigliamento dove lavoravano 5000 persone per noti marchi occidentali. Il 24 aprile 2013 il fabbricato crollò provocando 1129 vittime (in gran parte donne) e oltre 2500 feriti, conseguenza diretta della pressione delle grandi aziende che sfruttano senza alcuna sicurezza per i dipendenti.
In una scenografia minimale lo spazio è riempito dai movimenti dei corpi sottolineati dalle luci, dai video e dalle musiche, parte integrante di questa azione. Il pubblico viene condotto al centro della tragedia dello sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori del Bangladesh, emblema di quello comune a molte parti dell’Asia, che producono molti dei capi di abbigliamento che si indossano in occidente.
Questo secondo appuntamento della Stagione del Comunale è stato curato dall’Associazione Culturale Rembò (che progetta, organizza e produce eventi culturali nella provincia di Pesaro Urbino) in collaborazione con l’Istituzione Teatro di Cagli e l’Associazione Culturale Bastione Sangallo e con il contributo di CGIL.

Info e biglietti (euro 10) online www.liveticket.it, oppure 392 3020833 – 347 6014323 – Botteghino Teatro Tel. 0721 781341

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