Rezza-Mastrella: suggestioni dell’insensatezza

Ritorna nelle Marche la comicità surreale di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, “Leoni d’oro alla carriera” alla Biennale di Venezia. L’uno performer-autore e l’altra artista-autrice, firmano, dall’87, una produzione artistica di grande intensità, protagonisti di suggestioni quasi fotografiche e di duetti ai limiti del nonsense dalla dirompente comicità.

Due gli appuntamenti in programma: il 13 marzo, (h21.15), al Teatro della Concordia di San Costanzo con “Pitecus”, nell’ambito di TeatrOltre (info: 366 6305500), e il 14 marzo, (h21), al Teatro Lauro Rossi di Macerata con Fratto_X, fuori abbonamento (Info 0733 230735).

Poeti dell’assurdo, Flavia Mastrella e Antonio Rezza sono personaggi anticonvenzionali e straordinari interpreti dell’insensatezza, che spostano continuamente l’asse delle certezze dello spettatore raggiungendo un pubblico ampio e trasversale.

In Pitecus tanti personaggi: un andirivieni di gente che vive in un microcosmo disordinato: stracci di realtà si susseguono senza filo conduttore, sublimi cattiverie rendono comici e aggressivi anche argomenti delicati. «Pitecus è uno dei nostri primi spettacoli – racconta Rezza – molto diverso dalle nostre ultime produzioni, ma noi abbiamo l’abitudine di essere sempre in evoluzione, modificando i modi e le condizioni dei nostri lavori, perché così deve essere». Pitecus si scaglia contro la cultura dell’assopimento e della quiescenza creativa, con una scena allestita con le opere pittoriche della Mastrella: ma come riuscire, oggi, a combattere l’assopimento creativo? «Non saprei, – continua Rezza – noi non facciamo nulla di curativo, diamo una via: dimostriamo che attraverso il libero arbitrio si può fare quello che si vuole. Ognuno può vedere quello che vuole in quello che osserva. Non credo che oggi siamo più “assopiti”: cambiano gli elementi di comunicazione, ma la sopravalutazione della stupidità è pericolosa. Nessuno deve aspettarsi chissà cosa da un nostro spettacolo, c’è piena libertà nostra e del pubblico».

“La spensieratezza va stroncata alla nascita”: con questa frase si apre invece Fratto_X, che tocca tutti i piani della comunicazione: da quella televisiva a quella pubblicitaria, attraverso personaggi stravaganti e intelligenti, capaci di stupire continuamente in un crescendo vertiginoso. «È uno spettacolo che avrebbe potuto toglierci il futuro tanto è pieno di idee, e credo che non riusciremo mai più a fare un’opera dove due persone parlano, o fanno finta di parlare tra loro. – chiosa Rezza – La nostra indole ribelle si ribella anche a noi stessi ed ora abbiamo scoperto un futuro con più corpi in scena, che ansimano insieme al mio. Fratto_X è davvero clamoroso, per ritmo e tecnica, che segna la fine di una comunicazione a due. Ora ci interessa lavorare con altri attori: un interesse che è venuto dopo per me e Flavia, ed è bello che sia così, dopo la ricerca fatta sul mio corpo. Siamo pronti a confrontarci e chi lavora con noi sa che si presta ad un rito shamanico che ha bisogno di una maturazione».

La potenza degli spettacoli di questo straordinario duo sta anche nell’ambiente in cui sono costruiti: la scena in cui si muove Rezza è costruita con le opere di Flavia Mastrella, in un dialogo intenso: « In Pitecus – conferma Mastrella –abbiamo costruito con i quadri la scena, piccoli mondi che fanno sia da architettura che da costume, mentre Fratto_X è uno degli ultimi lavori, sull’influenzamento, sul plagio, quello quotidiano, estetico: ho fotografato per due anni le luci in movimento per costruire un habitat fatto di due raggi di luce che determinano un corpo antropomorfo».

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