Riga Magica: niente affatto sovietica

Il fascino di una delle città più attraenti dell’Est europeo, capitale della cultura nel 2014, raccontato dal fotogiornalista e saggista pesarese Massimiliano Di Pasquale, a due anni dal successo di Ucraina, Terra di confine.

“Riga magica. Cronache dal Baltico.”, (Edizioni Il Sirente) sarà presentato sabato 27 febbraio, alle ore 17, alla libreria il Catalogo, in presenza dell’autore intervistato da Glaucomaria Martufi.

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Non solo una guida, ma soprattutto uno splendido diario di viaggio, grazie alla capacità di Di Pasquale di descrivere emozioni e paesaggi architettonici con uno sguardo a volte anche poetico e ricco di riferimenti culturali, per il viaggiatore curioso e intelligente, che cattura tutta la bellezza di una città che si è contraddistinta negli ultimi anni per una vivacità culturale senza precedenti. “Brumosa, anseatica, scandinava, niente affatto sovietica.” Questa la prima impressione che Di Pasquale annota nel suo taccuino al suo arrivo a Riga, così come la giornalista e sovietologa Anna Zafesova commenta nell’introduzione: “in sintonia con l’impatto che la capitale lettone ha avuto su tanti viaggiatori di tutte le nazionalità, su quelli che arrivavano per curiosità o per dovere, per una vacanza o un’invasione, per pochi giorni o per restarci.”

Come è nata questa passione per l’Est europeo?
“E’ un amore nato molto tempo fa, quando, a metà anni 80, lessi un articolo riguardo all’ edonismo reganiano  e, in contemporanea Pier Vittorio Tondelli fece un articolo in cui si parlava di questo nuovo interesse per l’est dell’Europa e del mondo sovietico, per la prima volta con uno sguardo diverso, non politico, ma culturale ed estetico. Non potevamo ignorare città come Praga, Riga o Varsavia, città europee a tutti gli effetti che solo per un accidente della storia erano finite dall’altra parte. Avevo 15 anni, erano appena nati i CCCP e anche la musica contribuì ad aprirmi un varco a livello di immaginario e fascinazione. Qualche anno più tardi ho approfondito la mia conoscenza attraverso i viaggi, ma quello che più mi sta a cuore è che la definizione di Est Europa non è corretta: sarebbe più corretto definirle città del centro Nord, Varsavia ad esempio è mitteleuropea, se decontestualizziamo il discorso politico.”

E come mai hai scelto proprio Riga ora?
 “Perché ha qualcosa in più, una città grande dove si mescolano tante influenze culturali diverse che si leggono anche attraverso le stratificazioni architettoniche: da quella scandinava a quella germanica unite alla cultura russa.”

L’autore ci accompagna, infatti, nel quartiere moscovita di Maskavas, nei luoghi esoterici della Città Vecchia o in quelli tragici dell’Ebraismo lettone, svelando anche aneddoti legati a personaggi come Wagner, Tomasi di Lampedusa e Eisenstein che hanno vissuto nella capitale lettone.

Ci sono altri progetti in cantiere, qualche altra grande e bella città da esplorare e poi raccontarci?
“Nel prossimo futuro vorrei scrivere un romanzo, il mio romanzo russo, anche se la parola russo potrebbe essere impropria! Ho raccolto tante belle storie, spunti interessanti che mi piacerebbe rielaborare in una chiave molto personale, per una storia ambientata in queste magiche atmosfere.”

Rispetto al precedente libro, Riga Magica è più vicina ad uno stile letterario simile a quello di un romanzo, dove le emozioni e le suggestioni evocate diventano protagoniste del racconto: affiorano incontri e personaggi che colorano le immagini di una città ricca di fascino. La penna di Di Pasquale vola leggera e si posa sul cuore pulsante di una città, letta attraverso la sua storia, le sue case, i suoi abitanti, i suoi profumi e i suoi sapori, facendocene innamorare al punto da desiderare di andare a visitarla il prima possibile, ovviamente con il suo libro in tasca!

 

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