Roberto Cacciapaglia: un percorso emozionale profondo

di ANTONELLA FERRARO – Il volo leggero della colomba di cristallo, effige-simbolo del suo nuovo album, Diapason, si dipana fra nuvole e lune, raggi di stelle e soli immensi. Fasci di luce che fluttuano e avvincono, rifratti dalle onde sonore, intersecati ad esse nello stesso fascinoso mistero.
Un concerto di Roberto Cacciapaglia, pianista e compositore milanese, autore di numerosi lavori dedicati alla ricerca sonora e alle vibrazioni sensoriali accese dalla musica, è innanzitutto un percorso emozionale profondo e irrinunciabile che scandaglia la spiritualità di ciascuno di noi dandole voce e segni.
La sua esibizione, al Teatro Rossini di Pesaro, ha rappresentato un evento unico, presenziato da un pubblico di estimatori che da anni seguono il maestro, reduce oggi da una lunga tournée negli Stati Uniti, dove è stato accolto con partecipazione registrando il tutto esaurito e numerose standig ovation. Ora il tour italiano, prima di partire per la Cina, con otto concerti nelle principali città di questa nazione.
Sperimentatore musicale prodigioso nel campo della musica elettronica (è nota la sua collaborazione alla realizzazione di Pollution di Franco Battiato, nel 1972), Roberto Cacciapaglia è innanzitutto un uomo intelligente e sensibile, comunicativo ed umile, che coinvolge il pubblico con intonazioni vocali durante i suoi concerti e dialoga instancabilmente con gli spettatori vestendo toni sereni e dolci che lo pongono in un limbo di purezza esente dalle  accattivanti manovre di marketing di molti suoi contemporanei e illuminano di simpatia il suo  personale magnetismo.
Dopo Quarto Tempo(2007), Canone degli Spazi(2009), Tree of Life Suite, Sei Note in Logica, Atlas, 11 september 1683, Darklight, Generazioni del Cielo, Sonanze, Alphabet e numerosi altri camei realizzati per eventi particolari, Diapason è un mosaico di inediti. Inciso negli Abbey Road Studios di Londra con la Royal Philarmonic Orchestra si avvale, in alcune tracce, della splendida voce del controtenore Jacopo Facchini, vocalità insolita,  che sublima i generi, su testi di Martin Luther King, Blake e Gandhi, e di un ensemble di archi affiancata da straordinari esperti di elettronica. E’ un gioco di cieli e di maschere, il suo concerto, un’apoteosi di luci riflesse nei cristalli sui quali si appunta la sua ricerca di armonia sostenuta da software  sofisticatissimi in grado di riprodurre gli armonici musicali trasmettendoli all’orecchio umano in forma di rimandi ed echi, dissolvenze e catarsi sonore.
Accanto  agli inediti Frequency of love, Always Present, Innocence, The Woodpecker (e qui il maestro suona il piano indossando un travestimento da volatile), A Gift, Minor Major, Born Tonight, Joyful Song e la travolgente  Diapason, si  intersecano brani consacrati da colonne sonore famose, viaggi in auto e tramonti, pianti e istanti di dolcezza: il nostro quotidiano, che il compositore accompagna regalandoci la quiete, l’intensità e la spiritualità profonda che il presente, concitato ed ipertecnologico, si impegna ogni minuto a sottrarci.
Se  c’è un profondo bisogno di persone così per riscattare il mondo, è lui  il primo a crederci, confidando nei ricorsi della storia, nell’avvento di ideali nuovi, naturali e rispettosi degli equilibri del pianeta.
Capolavori come Atlantico, Oceano, Wild Side, Seconda Navigazione hanno la vita dentro: sono infinito, spazio e respiro, battiti di tempo, chiaroscuri emotivi e orizzonti ampi di speranza.
Siamo certi che anche il suo amato Pitagora lo applauda: il volo della colomba di cristallo congiunge flussi di suono, armonie cosmiche e disegni dell’universo.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *