Scena notturna sul mare

Un dipinto antico, di autore sconosciuto, è la scintilla che ha ispirato l’artista pescarese Matteo Fato: “Scena notturna sul mare” è il titolo della nuova mostra della Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive di Pesaro, a cura di Marcello Smarrelli, in collaborazione con Sistema Museo, inaugurata venerdì 28 giugno e fruibile fino al 3 novembre.

Mantenendo lo stesso titolo attribuito al dipinto di un anonimo pittore pesarese del Seicento conservato nei depositi dei Musei Civici, Fato ha realizzato una nuova serie di opere che si pongono in dialogo ideale con il suo predecessore di cinquecento anni fa. L’inedito e sorprendente confronto tra presente e passato apre una profonda riflessione sulla pittura, la sua storia e la sua identità attuale. La volontà di rileggere il dipinto seicentesco nasce da un’esperienza di pittura en plein air già sperimentata dall’autore in mostre precedenti.

«Una mostra che ragiona molto sul tema della notte come momento di rallentamento e di riflessione: rallentamento della lettura del mondo e come momento importante per rallentare il tempo» afferma l’artista.

Tutto il progetto è nato un anno fa, con il ritrovamento di questo “notturno”, arrivato in coincidenza di un momento molto particolare di Matteo Fato che stava lavorando proprio sul tema dei paesaggi notturni. Il ritrovamento del quadro e le sue condizioni di abbandono, hanno spinto Fato a dargli una sorta di restauro nella riproduzione: «Nella chiesa ho collocato 3 riproduzioni del paesaggio originale triplicate di grandezza, e una torretta di avvistamento sul mare costruita attraverso il riutilizzo delle casse di trasporto dei quadri stessi quindi quando la mostra terminerà la torretta tornerà ad essere “casse” di trasporto. – spiega Fato – Per me questa cosa è ormai diventata una costante, una sorta di architettura per la lettura del quadro nello spazio. Sempre nella chiesa c’è anche un ritratto: è anonimo come il quadro ispiratore, ed è una persona che guarda il porto di Pesaro, che ho realizzato proprio qui». Anche il ritratto è all’interno di una “cassa” che riprende la piantina con i 12 lati della chiesa. Nel Loggiato c’è invece una intera parete blu di Prussia, realizzata con il colore ad olio, dove ci saranno altre 3 riproduzioni del paesaggio notturno, ma, questa volta, delle stesse dimensioni dell’originale. «La struttura che regge l’opera originale invece è una cassa che contiene una sorta di studiolo: un lavoro del 2012 che ogni volta riallestisco. – chiosa Fato – C’è sempre un’opera del passato in una mostra completamente inedita, che mantengo come collegamento. L’operazione del riprendere un oggetto e trasformarlo è come immaginare di portare nella materia quello che succede quando si pensa ad una immagine per la pittura». La pittura è così riletta in termini ‘oggettuali’, che non ne esauriscono il significato sulla superficie della tela, ma danno valore allo spazio che l’avvolge.

Parallelamente, nel bar del Centro Arti Visive, dopo l’omaggio a Kounellis, è la volta degli scatti che documentano l’esposizione di Luigi Ontani “RossinAria”, anno 2011, a cura di Ludovico Pratesi. Info 0721 387541.

 

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