Fatti Alternativi

Senza Valigia –  teatro, cinema, cultura fuori dai  nostri spazi consueti _di Mariarosa Bastianelli

Fatti alternativi
Come un libro pubblicato nel 1949 possa tornare a nuova vita per il discorso di un neo presidente. E’ quanto successo, e raccontato da The Guardian, proprio questa settimana, al romanzo 1984 di George Orwell. Quando Donald Trump, il neo presidente americano, ha dichiarato che al suo insediamento a Washington sono intervenute folle oceaniche, contrariamente alle immagini diffuse e a quanto scritto dai principali quotidiani, l’opinione pubblica americana ha chiesto spiegazioni. Lo staff della Casa Bianca ha risposto che “l’amministrazione Trump vuole offrire Fatti Alternativi”.
Da questo commento le vendite di 1984, classico di George Orwell che contiene questa definizione, sono salite vertiginosamente, catapultando il libro in testa alla lista dei bestseller di Amazon, esaurendo una ristampa di 75mila copie in una settimana. Pubblicato nel 1949, il romanzo di Orwell racconta di una società in cui i fatti sono distorti in una serie di affermazioni ambigue dai servizi della propaganda.
Altri romanzi hanno ricevuto una spinta nelle vendite dopo l’elezione di Trump: It Cant’Happen Here di Sinclair Lewis del 1935 sull’elezione di un presidente autoritario è salito al 46° posto mentre “Mondo Nuovo” di Aldous Huxley è 71°. E non sono fatti alternativi.

La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata, come ogni anno, dalle numerose iniziative dedicate alla giornata della memoria un po’ in tutti i teatri, così come designato dall’Assemblea generale delle nazioni unite nel 2005, in commemorazione delle vittime dell’Olocausto.
Delle tante proposte mi preme segnalarne una in particolare, nata molto prima della commemorazione ufficiale sancita nel 2005, che continua a emozionare e a far riflettere grazie all’efficace regìa e ai preziosi interpreti di Teatro Due di Parma.E’ quella de L’istruttoria di Peter Weiss, uno spettacolo fra i più longevi del teatro italiano, testimonianza eccezionale e sempre attuale che continua a emozionare il pubblico e a tenere vivo il ricordo tragico della Shoah. A Teatro Due di Parma, viene replicata ogni anno dal 1984 e si può rivedere il 4 e 5 febbraio. L’Istruttoria, testo scritto da Peter Weiss nel 1965 e messo in scena da Gigi Dall’Aglio nel 1984, interpretato in tutte queste stagioni dagli stessi attori e intatto nella sua intensa drammaticità e nel suo allestimento, è una esperienza teatrale unica, una sorta di rito iniziatico che si compie accompagnando le diverse generazioni nell’inferno di Auschwitz, in un viaggio-tragedia della storia contemporanea in cui non può compiersi nessuna catarsi. Uno spettacolo che nel tempo ha visto cambiare il pubblico, la sua coscienza, la storia politica e ha visto crescere i suoi attori. La pièce parte dalla rappresentazione del processo di Francoforte contro un gruppo di SS e funzionari del lager di Auschwitz alla presenza di diversi testimoni, per acquistare liricità e diventare una tragedia antica senza catarsi, come in un inferno laico e contemporaneo.
Teatro Due di Parma, sabato 4 e domenica 5 febbraio www.teatrodue.org

————–

Quanto incide e quanto inciderà la giornata della memoria nella nostra mente e in quella delle nuove generazioni se continuano sempre e comunque gli ostracismi verso la diversità?
E a tutti i livelli. Basta vedere cosa è successo negli ultimi giorni, nella provincia italiana, nei confronti di uno spettacolo per bambini e ragazzi, Fa’afafine, mi chiamo Alex e sono un dinosauro”, vincitore del Premio scenario Infanzia 2014. La trama racconta in maniera semplice la storia di un bambino a cui l’identità di genere di sé – maschio o femmina – non è chiara, ma di una cosa ha certezza: è innamorato a modo suo di un compagno e vuole dirglielo. Solo non sa, nel farlo, se vestirsi da maschio o da femmina perché si sente di appartenere ad entrambi i generi. I genitori lo spiano, lasciati fuori della porta perché, incapaci di comprenderlo, finché il bambino non la apre e insegna loro a non aver paura. Fa'afafine
“Fa’afafine” è l’immagine, a mio parere, di una famiglia che si vuole bene, che cerca di capirsi e di trovare soluzioni. Ma non la pensano come me alcune associazioni di genitori che dopo aver creato gruppi di discussione su facebook e whatsapp, segno tangibile della profondità del confronto, hanno redatto una petizione inviata al Ministro della pubblica istruzione per vietare alle scuole primarie e secondarie d’Italia di portare gli alunni a vedere “Fa’afafine”, uno spettacolo teatrale definito dagli stessi, in senso dispregiativo, “gender”. Appena un anno fa avevamo sorriso quando Mario Adinolfi etichettò Kung Fu Panda 3, alla sua uscita, come film d’animazione “gender” perché il panda protagonista ha due padri – uno vero che si credeva morto (il panda) e uno ovviamente adottivo (l’oca) –. Seguendo il diktat Adinolfi alcuni genitori di una scuola materna proibirono alle maestre di portare i bambini a vedere il simpatico cartone.
Evidentemente non siamo pronti a parlare della diversità ai nostri figli, della presenza di due padri o due madri, né della possibilità di amare in modo diverso. Siamo genitori deboli e poco inclini al dialogo, oggi come cinquant’anni fa. Eppure l’omosessualità è sempre esistita, anche senza andare a teatro o al cinema. Quello che possiamo cambiare è il donare ai nostri figli la possibilità di viverla con serenità.

Per i genitori che vogliono osare o per prendere altre info su “Fa’afafine” potete seguire la loro
pagina Facebook https://www.facebook.com/faafafinelospettacolo/

Per i senza valigia che prediligono l’estero dal 1 febbraio al 31 marzo si svolgerà a Bruxelles la seconda edizione di Bruxelles Dance! Spettacoli straordinari provenienti da tutta Europa e dislocati in diverse sale nei quartieri più caratteristici della capitale europea. Un’occasione unica per informarsi sul meglio della scena danzante contemporanea. Per informazioni sugli spettacoli e le mostre in scena nei prossimi due mesi eccovi la pagina facebook: https://www.facebook.com/Brusselsdance/

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *