Senza Valigia: da Londra a Taranto

Senza Valigia –  teatro, cinema, cultura fuori dai  nostri spazi consueti _di Mariarosa Bastianelli

Spillikin, Alzheimer a teatro per 4 attori e un robot
Questa settimana prenderei volentieri un volo last minute e andrei a Londra dove sta riscuotendo un grande successo Spillikin, una pièce che vede in scena quattro attori in carne ed ossa e un robot. Judy Norman, la protagonista femminile, interpreta Sally, una donna malata di Alzheimer che vive in compagnia di un robot. L’antefatto ci riporta agli anni ’70, dove vediamo una coppia improbabile: Sally, appassionata delle canzoni di Debbie Harry e Raymond, un nerd che passa le giornate a costruire robot. Con un salto piombiamo poi al 2030, dove ritroviamo Sally, sopravvissuta ad un lungo ed accidentato matrimonio senza figli con Raymond, colpita dall’Alzheimer. Prima di morire Raymond ha creato un robot a sua immagine e somiglianza, caricato con tutti i loro ricordi, per regalarle una paziente e infinita E’ come se Raymond, dall’aldilà, inviasse una lettera d’amore senza fine, che cerca di dare ordine alla confusione data dalla malattia mentale di Sally. Un testo struggente e appassionato, che a tratti fa ridere lo spettatore e a tratti lo porta nelle pieghe più tristi e profonde dell’anima. Lo spettacolo, vincitore di cinque stelle all’Edinburgh Festival Fringe 2015, sta registrando il tutto esaurito in ogni sala della tournèe inglese.
http://www.pipelinetheatre.com/spillikin.html

 Scannasurice, un femminiello al Piccolo Eliseo
Torniamo in Italia e troviamo, per l’ennesima volta, la notizia di un teatro che starebbe per chiudere. Questa volta non si parla di un teatro cantina, o di una piccola sala, ma dello storico Teatro Eliseo, a pochi passi dal Quirinale e da Palazzo Venezia. Luca Barbareschi, direttore artistico, ha appena effettuato una conferenza stampa per sollecitare le istituzioni. Secondo Barbareschi lo Stato, come promesso, avrebbe dovuto versare, nelle malandate casse dell’Eliseo, quattro milioni di euro, ma la disposizione, che era stata approvata alla Camera, è stata stralciata dal Senato. Per andare avanti, il teatro, che è stato certificato dal Mibact come struttura di interesse culturale, ha bisogno di quattro milioni di euro ogni anno: «E oggi ce ne arrivano soltanto 480mila dal Fondo unico per lo spettacolo. Dai biglietti riusciamo a incassare poco più di mezzo milione – asserisce Barbareschi – e se il teatro fosse sempre pieno potremmo a malapena raddoppiarli. E anche il Comune di Roma non ci aiuta». In questo modo il Teatro Eliseo potrà tenere aperto il sipario solo fino a maggio 2017. E l’anno prossimo ricorrerà il centenario dalla sua nascita.
Proprio in questo stabile maltrattato, al Piccolo Eliseo, troviamo in scena fino al 19 marzo , Scannasurice, un testo di Enzo Moscato, vincitore del Premio della critica 2015 come miglior spettacolo. Il testo segnò il debutto nel 1982, di Enzo Moscato come autore e interprete. Oggi viene rappresentato per la regia di Carlo Cerciello e con la straordinaria interpretazione di Imma Villa.
Ambientato dopo il terremoto del 1980 a Napoli, Scannasurice è una sorta di discesa agli “inferi”, di un personaggio dalla identità androgina, un femminiello, all’interno di una stamberga napoletana, tra gli elementi più arcani della napoletanità, in compagnia dei fantasmi delle leggende metropolitane partenopee.
I femminielli di Enzo Moscato sono creature senza identità, quasi mitologiche: ne è interprete un’attrice che del personaggio esalta l’ambiguità e l’eccesso. In un dialetto lirico e suggestivo, la creatura a metà tra l’osceno e il sublime distilla imprecazioni esilaranti, filastrocche popolari e antiche memorie in un’alternanza di ritmi e di sonorità rendendo un testo ed uno spettacolo propriamente caratterizzato dalla parola profondamente affascinante.  http://www.teatroeliseo.com/

Il regista Mario Martone reinterpreta De Filippo
Un progetto fra i più interessanti della stagione è quello portato avanti dal regista Mario Martone al Teatro Nest di Napoli, con lo spettacolo di De Filippo Il Sindaco del rione sanità. Il progetto registico nasce come un gesto politico, in sintonia con quanto Luca De Filippo aveva voluto fare prima della sua scomparsa, avviando un importante progetto di recupero per giovani emarginati attraverso una scuola di teatro. Al centro del cast c’è Francesco Di Leva, nei panni di Antonio Barracano e intorno a lui diversi protagonisti del NEST, che da più di un decennio agiscono sul territorio a favore delle categorie socialmente più deboli, ma potenzialmente più forti dal punto di vista del cambiamento e della creatività: bambini e giovani.
Martone ha scelto di curare la regia di un progetto del gruppo di giovani attori indipendenti del NEST di Ponticelli, che hanno immaginato di mettere in rapporto questo testo, tra i più sofferti del grande autore napoletano, con la realtà difficile che vivono nel quotidiano.
«Un mondo meno rotondo, ma un po’ più quadrato»: è il sogno di Don Antonio Barracano, il “sindaco” del Rione Sanità. Barracano non è solo un capo camorra, è un visionario, che cerca di ristabilire l’ordine in un mondo che ha perso ogni punto di riferimento, esercitando la sua personale idea di legge. Fa estrarre pallottole e ricucire ferite dal corpo di giovanotti troppo animosi; concede udienze giornaliere a chi si rivolge a lui per ottenere giustizia e protezione. La Sanità, il suo regno, non è solo un quartiere di Napoli, ne è il cuore pulsante, il luogo dove è nato Totò e dove Eduardo De Filippo ha ambientato molte delle sue commedie. Nei suoi vicoli convivono palazzi nobiliari e case fatiscenti, bassi e chiese barocche. Contraddizioni aspre e attuali, dinamiche sociali radicate così profondamente nella cultura popolare da non trovare alternative:
Lo spettacolo, a Napoli fino al 17 marzo,  sarà in scena al teatro stabile di Torino dal 21 marzo al 2 aprile
https://www.teatrostabiletorino.it/portfolio-items/sindaco-del-rione-sanita-martone

Sei di Taranto?…Ma di Taranto, Taranto?
Infine, per chi ha il treno facile, consiglierei uno spettacolo che è anche una meta: “Sei di Taranto? …ma di Taranto, Taranto?” in scena all’auditorium Tarentum di Taranto il 29 marzo.
Che succede se un attore, Massimo Cimaglia, decide di raccontare la sua città di origine e quel racconto diventa riscatto per una città che fuori viene vista solo con i suoi terribili difetti? Succede che ne nasce un monologo brillante e che il teatro diventa riscoperta di un territorio così come non l’abbiamo mai visto, nella sua bellezza, nei suoi due mari, nella sua poeticità, nel suo dialetto, nella profonda umanità dei suoi abitanti. E chi meglio di lui, Massimo Cimaglia, attore in tournèe da 33 anni (ha lavorato con tutti i più grandi del teatro classico come  Pagliai, Gassman, Dapporto e lo vediamo sempre più spesso in numerose fiction tv) ma sempre legato alla sua terra, ce lo potrebbe raccontare?

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