Sfiorarsi nell’indiffernza

Sfiorarsi nell’indifferenza. Accade per caso, un giorno, di alzare gli occhi da sé stessi e osservare il mondo: il protagonista di “Diamoci del tu” è uno di quei classici “soggetti” che vivono nell’ombra di loro stessi, senza vedere davvero tutto ciò che li circonda. Capita anche, quando lo fanno, di rimanere ancorati al proprio cinismo, ad uno scetticismo sterile, incapaci di comprendere, e quindi non solo di vedere, quanto hanno intorno. Una relazione, si immagina, vada vissuta in due, ma succede anche di sublimare l’altra presenza riempiendola del proprio sentimento.
Anna Galiena ed Enzo Decaro, in un serrato dialogo, delineano perfettamente i loro ruoli, con infinita naturalezza e spontaneità, con umorismo, con delicata e al tempo stesso, pungente ironia. Un’ironia necessaria soprattutto alla protagonista, Lucy, che ama senza alcuna pretesa, rendendosi presenza insostituibile, ma senza identità.

Il testo del pluripremiato drammaturgo canadese Norm Foster è spietato: nulla è lasciato al caso in un calibrato disequilibrio che riesce a muovere montagne, ma non un semplice sguardo. E sono allora quei silenzi, quei “non detti” a tessere la sottile e intricata trama di istanti rubati o sottratti alla vita, ad una felicità impossibile.
Il ritmo incalza: si sfottono, domandano e rispondono, mentre il velo cala lentamente e scopre due profonde ed infinite solitudini, destinate a vivere due vite parallele, per sempre. Nulla ostacolerebbe un cambiamento, ma forse nessuno dei due lo vuole veramente: quante volte ci è capitato di scoprire come fare per risolvere definitivamente un problema o scoprire una recondita verità e ci ritroviamo a nasconderci dietro …un dito?
Entrambi, riescono a scalfire con decisione ogni tabù, ma non valicano, né mai valicheranno, la soglia di una possibile soluzione. Due solitudini che convivono, e torneranno a sfiorarsi senza mai toccarsi. costretti a re-inventarsi “una nuova normalità”. Lo spettacolo ci lascia così, a riflettere: forse qualcuno proverà a risolvere quel qualcosa che lo turba o, forse, ci penserà lungo tutto il tragitto per uscire dal Teatro e poi, appena fuori, troverà modo di distrarsi, perché il coraggio, in fondo, manca un po’ a tutti noi.
Ottimi gli interpreti in una regia ambientata in una scenografia minimale che esalta le due complesse personalità.
Un grande inizio per FanoTeatro.

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