Sognare, sotto la luna, con i Cameristi Cromatici

Le indimenticabili musiche da film saranno la colonna sonora del terzo appuntamento delle Degustazioni di luna piena del Pesaro Music Summer Festival: il 17 luglio (apertura cancelli ore 19, inizio concerto ore 21), nello splendido scenario dell’anfiteatro naturale della Tenuta Carlini di Fiorenzuola di Focara, l’ensemble Cameristi Cromatici, fondato da Carlo Romano (Primo Oboe della Rai di Torino e di Ennio Morricone) e Roberto Bacchini (organista e compositore), accompagnerà il pubblico nel mondo magico della settima arte con “I colori della musica da films”. Sul palco anche Ruta Tamutyte, Francesco Postorivo, Elena Favilla, Maurizio Turriziani e, la padrona di casa, Angela Benelli.

\Info biglietti e prenotazioni: info@tenutacarlini.it cell. 347.0340765 – 348.2225510

Carlo Romano: Musicisti si nasce o si diventa?

«Credo un po’ tutte e due. Forse in famiglia ci vuole sempre qualcuno che dia l’input: mi padre suonava nella banda del suo paese e quando mi sono accostato alla musica avevo appena 6 o 7 anni. Mi misero nel coro e poi presi lezioni di pianoforte fino a 13 anni».

Dal pianoforte all’oboe: come è avvenuta la scelta di questo incantevole strumento?

«In realtà fu proprio casuale: dopo la terza media, quando anche i miei maestri suggerirono a mio padre di iscrivermi al Conservatorio di Santa Cecilia, il direttore di allora, il grande Renato Fasano, anche direttore dei Grandi Virtuosi di Roma, mi disse “Di pianisti ce ne sono un’infinità! Perché non suoni l’oboe, che tra l’altro nel corso non ci sono allievi quest’anno?”. Io chiesi a papà cosa fosse l’oboe e accettai, iniziando a studiare con il grande Giuseppe Tomassini».

Una carriera fantastica, primo oboe di Morricone e dell’Orchestra Nazionale della Rai:

«Credo di essere tra i pochi che hanno fatto 41 anni nell’Orchestra della Rai, prima a Roma e poi a Torino, quando le 4 orchestre furono unificate. Inoltre suono con Morricone da quando avevo 20 anni, nel 1974. Oltre 200 film registrati con lui e quando, nel 1995, nacque Roma Sinfonietta, iniziammo a fare concerti in tutto il mondo con la sua musica da film».

E la storia dei Cameristi Cromatici? Breve ma intensa?

«Ho fatto parte di molti, tantissimi gruppi importanti: questo ensemble è nato da poco, quando sono andato in pensione. Non potevo certo mettere l’oboe nel cassetto: è il mio ossigeno! Così ho contattato il maestro Bacchini che sapevo autore di ottimi arrangiamenti e gli chiesi di farne per oboe e orchestra: rimase un po’ perplesso lì per lì, ma mi disse “ci provo”».

E cosa ascolteremo il 17 luglio?

«Bacchini ha composto una meravigliosa suite di musica da film di Morricone, ma abbiamo in serbo anche altre chicche per voi: per la prima volta proporremo una suite dedicata a Nino Rota! Poi ci sarà Piovani e non può mancare un omaggio al grande Riz Ortolani».

C’è un momento della sua carriera che ritiene indimenticabile?

«Ce ne sono tantissimi: l’aver suonato con i più grandi maestri al mondo, tra cui Karl Bohm o Bernstein, così come con Morricone nei luoghi più impensabili per un’Orchestra, come l’Onu e il Cremlino: sono cose impagabili e indimenticabili».

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