Stabat Mater: un comporsi del silenzio nel corpo stesso della musica

Il 13 novembre del 1868 moriva, nella sua villa di Passy, a Parigi, il Cigno di Pesaro: le celebrazioni del 150enario della morte di Gioachino Rossini, che hanno costellato l’intero 2018 di eventi organizzati in ogni parte del mondo dal Comitato Rossini150, raggiungeranno oggi il loro culmine con due grandi concerti nei quali saranno eseguite, a commemorare la solenne ricorrenza, le due principali composizioni sacre del musicista pesarese.

Lo Stabat Mater a Pesaro

Nella Città della Musica, questa sera alle 21 al Teatro Rossini, sarà eseguito lo Stabat Mater, opera particolarmente toccante per spiritualità e linguaggio sontuosamente scenografico, su iniziativa del Comune di Pesaro con Regione Marche, MiBAC e Amat e delle tre Istituzioni ‘rossiniane’ per eccellenza della città: Conservatorio Rossini, Rossini Opera Festival e Fondazione Rossini. Sul palco i solisti dell’Accademia Rossiniana del Rof Aleksandra Sennikova, Maria Barakova, Davide Giusti e Nicolò Donini, l’Orchestra e il Coro del Conservatorio Rossini (quest’ultimo diretto da Aldo Cicconofri e integrato dal Coro dell’Università di Astana del Kazakhstan), diretti dalla prestigiosa bacchetta di Umberto Benedetti Michelangeli.

Nello Stabat Mater (che debuttò a Parigi nel 1832) Rossini dona nuova linfa al testo della sequenza di Jacopone da Todi, pervenendo a un esito finale assolutamente personale.

«Un capolavoro dalla genesi tormentata: – sottolinea Gianfranco Mariotti – Rossini ne scrisse solo i primi 6 numeri su richiesta del prelato spagnolo don Manuel Fernández Varela, poi smise e la fece completare al musicista Giovanni Tadolini. Ma anni dopo, ci rimise le mani, perché stavano per pubblicarlo, e lo terminò. È un capolavoro tra i più intensi e commoventi, soprattutto nel penultimo numero “Quando corpus morietur”. In realtà fu scritto originariamente per i 4 solisti, ma è talmente difficile che qualcuno, in passato, lo iniziò a fare con il coro ed ora è divenuta una tradizione farlo così. L’ascolto di questo momento in particolare, provoca una specie di scomposizione della materia nel suono: un comporsi del silenzio nel corpo stesso della musica». Un’altra curiosità, raccontata dal presidente onorario del Rof, è che una delle prime esecuzioni dello Stabat Mater avvenne proprio a Pesaro nel 1843, a Palazzo Ducale e avrebbe dovuto essere diretta proprio da Rossini, ma il compositore declinò perché era depresso e indicò il maestro Dallara che lo diresse nel Salone Metaurense dove si stiparono non meno di un migliaio di persone (oggi l’agibilità è per 150 persone).

A Parigi la Petite Messe Solennelle

Domani, alle 19 al Grand Amphithéâtre dell’Università della Sorbona, a Parigi, sarà la Petite messe solennelle, ultima partitura composta da Rossini, a commemorarne l’anniversario della scomparsa, nella città ove egli passò gli ultimi anni della sua vita. La Messa sarà proposta nella sua versione originale per due pianoforti ed harmonium, in un’iniziativa che vede la sinergia tra il Rof, l’Ambasciata italiana in Francia, l’Istituto italiano di Cultura di Parigi, la Cancelleria delle Università di Parigi, l’ENIT-Agenzia Italia e il Comune di Pesaro. Alvise Maria Casellati dirigerà il Choeur régional Vittoria d’Ile-de-France e un cast composto da Milla Mihova, Valeria Girardello, Matteo Roma e Roberto Lorenzi. Al pianoforte Elisa Cerri e Marco Camillini, all’harmonium Lorenzo Antinori.

Info: Teatro Rossini (0721 387621)

 

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