sull’onda morbida del Tango Nuevo

di ANTONELLA FERRARO – Dopo il jazz, la musica popolare, le sonorità contemporanee, Paolo Giaro, compositore e musicista pesarese, si cimenta con il tango nuevo.
Ci mancava la sua anima contemplativa, il tocco sapiente  delle sue dita sulla chitarra inseparabile, l’abito etnico che veste ogni brano da lui ideato, le  sue incursioni in tutti i suoni del mondo, in tutte le lingue del mondo.
In un bel concerto al Teatro Rossini, Giaro ha presentato il suo ultimo lavoro, Tango Nuevo Latin Jazz, affiancato da quattro  splendidi musicisti: Eliana Melone, voce, Raffaele Damen alla fisarmonica, Carlo Colocci ai sassofoni e Massimiliano Tonelli al contrabbasso.
Un concerto raffinato, intimo e rasserenante, in cui la profonda anima jazz di Paolo sposa il “pensiero triste che balla” lasciando il consueto spazio all’improvvisazione e al virtuosismo degli esecutori. Stili interpretativi differenti ed impasti strumentali sempre nuovi, che rendono l’ascolto di ogni brano unico per emozioni, contrasti dinamici, fantasie contrappuntistiche.
C’è il canyengue per contrabbasso e chitarra, i ritmi metronomici di pause e strappati che frustano e invitano, ma c’è anche la voce piena e metropolitana del sax, il suo lamento ricolmo e struggente.
La voce espressiva e profonda di Eliana Melone domina la scena, nella bellissima cover di Estate di Bruno Martino, che diventa Verano e mescola all’italiano l’idioma rio platense, mentre nei pezzi strumentali  svetta la tecnica eccellente di Damen, destinatario di un bellissimo assolo, Digressioni, che rievoca navigazioni felici lungo Rio della Plata, al confine fra Argentina e Uruguay. C’è l’amore, e non poteva mancare, nel racconto intenso di Conquistar e  nella rivisitazione originale dell’argentino Los Mareados.
In Un Dia de Mariposa, fitto di incalzanti ritmici e  note accentate, Paolo Giaro duetta mirabilmente con la Melone, che  esprime  appieno il suo talento versatile nei vocalizzi da manuale di Amazing Feeling, grazie anche alle doti teniche del bravissimo Colocci e di Tonelli, presenze costanti nel corso dell’intera esibizione.
Nel tango puro  di Los Apasionados si riversa l’abbraccio morbido e  malinconico  delle sonorità caratteristiche di questa forma musicale, che cede poi nuovamente alla tentazione del jazz, con Off Minor, una colta cover di Thelonius Monk. Chiude la milonga di Tango Agridulce, a due voci, più elaborata, orchestrata con il coinvolgimento dell’intero quintetto.
“Di Paolo Giaro mi è piaciuto subito l’avvicinarsi al tango non in senso commerciale, ma con sincerità, onestà, intelligenza. Non cerca di comporre i suoi brani su scheletri armonici di milonghe o tanghi famosi di moda, ma è realmente attratto dal sentire rio platense, entra nel suo spirito, fondendolo alla sua personalità di musicista jazz, sia con gli strumenti, che con le parole, con estrema competenza e umiltà”. A dirlo è Hector Hulises Passarella, bandoneonista di fama mondiale, oscar per la colonna sonora del film “Il Postino”.
Quindi  con il cuore dolce, sull’onda morbida di un’ “assenza” che si fa presenza, non aggiungiamo altro.

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