Tango Glaciale ritorna a stupire

Evento in esclusiva regionale per TeatrOltre questa sera, ore 21, al Teatro della Fortuna di Fano: in scena uno degli spettacoli che hanno segnato in modo indelebile l’evoluzione del teatro contemporaneo, Tango Glaciale, il cui riallestimento si deve al progetto “RICC.CI” ideato da Marinella Guatterini che ripropone il meglio degli spettacoli anni ‘80-’90.
Sul palco di Fano dunque, un Tango Glaciale. Reloaded (1982-2018) di un giovanissimo Mario Martone che, nel 1982 aveva solo 22 anni. I nuovi interpreti di questo straordinario viaggio nel tempo, carico di energia e dinamismo, sono Jozef Gjura, Giulia Odetto e Filippo Porro.

«Secondo Mario Martone, Tango Glaciale da lui creato, nel 1982 con Falso Movimento, gruppo nato a Napoli nel 1979, è tutt’altro che un’operazione nostalgica, – afferma Marinella Guatterini – bensì “una macchina del tempo” reloaded, ovvero “ricaricata” da tre giovani danzAttori nel 1982 non ancora nati. Per questo mio progetto, la pièce del regista napoletano è un tassello necessario: dà conto di quanto negli anni della nostra “tradizione coreografica del nuovo”, anche il teatro sperimentale si muovesse in una direzione fisica, refrattaria a testi e parole come unici veicoli espressivi. Qui, in sessanta minuti, una cascata di immagini, musiche non solo pop e jazz, danze e azioni/citazioni crea un universo di ritmica freschezza. A sorpresa, questo postmoderno Anni ‘80 ci catapulta ancora nel futuro. Come? Simulando l’attraversamento di una casa da parte di due uomini e una donna in un rapporto tra loro non ben definito».

«Tango Glaciale ci portò – sottolinea Mario Martone – in mezzo mondo (chi era mai salito su un aereo?), venne visto a New York da Martin Scorsese, Laurie Anderson e Andy Wharol, a Londra, a Gerusalemme, a San Francisco, non si contano le città. A Roma al Quirino e prima alla Biennale di Venezia lo spettacolo era stato uno sconquasso, la gente gremiva le platee come a un concerto rock. Tomas Arana ci trainava con la sua inesauribile energia nei teatri e nei festival più prestigiosi, durò tanto, forse tre o quattro anni. È comprensibile che io abbia tentennato molto a lungo prima di dare il via libera a questa ripresa. Ma mi son detto: buttiamoci. Soprattutto mi sembrava interessante mettere il lavoro alla prova di una generazione che era lontana dall’essere stata concepita quando lo spettacolo nasceva. […] Tutto è diverso, sono i diversi i corpi, il rapporto col genere, le mitologie di riferimento (il cinema, la new wave), è interessante vedere quel che accade a questi attori scaraventati, diversamente da me, da noi di Falso Movimento e dagli spettatori di allora, ma pur sempre scaraventati anch’essi, nella macchina del tempo che è questo Tango Glaciale Reloaded. Noi veniamo scaraventati nel passato, stranamente loro nel futuro».

Il riallestimento è stato curato da Raffaele Di Florio e Anna Redi, storici collaboratori artistici del regista napoletano. La ricostruzione è stata filologica e le diapositive e il Super 8 è stato sostituito con il computer e la proiezione digitale.

Info: 0721 827092 / 800750.

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