Teatro Comunale di Cagli: 20 anni di residenze

È con una delle immagini più significative e storiche, nella memoria del Comunale di Cagli, che intendiamo omaggiare 20 anni vissuti intensamente: il teatro Comunale di Cagli, il 29 maggio, taglia il traguardo di un cammino che ha pochi eguali in Italia, per spessore culturale e continuità. Il ricordo della primissima settimana di apertura nel 1999 è legato a spettacoli unici come il recital di Toni Servillo assieme agli Avion Travel, mentre pochi mesi dopo Cagli ospitava la residenza e l’anteprima nazionale di Teatro Canzone 1999-2000 dell’indimenticabile Giorgio Gaber. All’attuale direttore artistico, Sandro Pascucci, tra i protagonisti dell’inaugurazione del ’99, il compito di raccontare la storia di un teatro virtuoso, in una giornata che prevede anche l’appuntamento con “Il Canto dei Segni” con il Coro Musica diSegni.

Pascucci, quanti ricordi e quanti aneddoti in questi 20 anni?

«Tantissimi: dagli spettacoli dell’inaugurazione, che oltre a Peppe Servillo videro la presenza di Bergonzoni e degli Stadio, all’orgoglio di ricordare il debutto e la residenza dell’ultima produzione di Giorgio Gaber. Un buon punto di partenza per tutto ciò che ci aspetta da qui a dicembre 2019. Le Marche hanno un patrimonio culturale di altissimo livello e utilizzare le residenze aiuta a tenere aperti i teatri tutti i giorni e non solo per poche date all’anno».

Residenze, una formula azzeccata?

«Fin dal 1999 Cagli ha contagiato, in senso positivo, molti altri teatri: io sono recentemente tornato a dirigere questo teatro, ma, fino al 2006 con Massimo Puliani, sono stati anni vissuti intensamente, con passioni che sono state ricambiate dai riconoscimenti delle compagnie e del pubblico. Abbiamo aperto prospettive nuove di utilizzo dell’edificio teatrale e questo ha permesso a Cagli di avere un canale privilegiato e di ottenere visibilità nazionale, premiata negli anni».

E oggi gli “asili”?

«Nel 2015 abbiamo pensato che la parola “asilo” corrispondesse meglio ad un sentimento etico: la condivisione di un disegno artistico che avviene in un teatro importante dal punto di vista architettonico. È il teatro più grande della fascia appenninica, in una città dove è piacevole risiedere anche per le condizioni di vita, la gastronomia e la cordialità dei cittadini».

Qualche anticipazione sulla stagione prossima?

«Significative presenze tra cui, le prime 3 in particolare, sono produzioni che dopo Cagli andranno direttamente al Piccolo di Milano: la compagnia di Luca De Filippo che torna per 3 settimane a provare “Ditegli sempre di sì”; Ascanio Celestini che non era mai stato qui prima di marzo scorso e tornerà con il nuovissimo “Barzellette”; Carlo Cecchi che presenterà due atti unici scritti da Eduardo. Ma già da giugno, ospiteremo, dopo il Teatro della Fortuna di Fano, anche una replica de La Bohème, dell’Orchestra di Stato della Georgia».

Il programma del 29 maggio?

«Abbiamo deciso di onorare questo anniversario con questo piccolo grande appuntamento: vedere un coro di sordomuti è davvero un’esperienza sinestetica, dove vedi e ascolti un suono che di fatto non c’è. Tutto ciò che verrà dopo sarà sempre nel segno di questo straordinario progetto umano, artistico e culturale fondato sul dialogo tra gli artisti e il nostro affezionato pubblico».

 

PROGRAMMA DEL 29 MAGGIO
Alle 18.00, il saluto del Sindaco, cui seguirà l’intervento di Ombretta Michelini, Presidente dell’Istituzione Teatro Comunale, “Vent’anni dopo”. Toccherà poi al direttore dell’Istituzione, Sandro Pascucci, ripercorrere il cammino di questi due decenni con un intervento intitolato “Il Teatro Comunale di Cagli: un palcoscenico per tutte le stagioni”.  Alle 19.00 sul palco il concerto “Il Canto dei Segni” con il Coro Musica diSegni, uno straordinario progetto umano, artistico e culturale fondato sul dialogo tra persone Sorde e persone Udenti mediante la musica, un approccio innovativo che valorizza e promuove le capacità di ognuno superando le barriere comunicative e i pregiudizi. Un segnale chiaro per un teatro che è sempre aperto ed inclusivo.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *