il teorema del Teatro, secondo Pirandello

Il Regista, l’Attore, la messinscena di uno spettacolo: chi di noi non ha mai provato la curiosità morbosa di assistere alla creazione di uno spettacolo? Pirandello ne ha fatto una commedia, a modo suo ovviamente, che indaga proprio quell’atto magico del costruire una drammaturgia, dipingere, disegnare una scena e tutti i suoi protagonisti.

L’ultimo appuntamento della Stagione di Prosa del Teatro Rossini, da giovedì 31 marzo a domenica 3 aprile (h17), è con Questa sera si recita a soggetto il testo di Pirandello che indaga sul rapporto tra il regista e gli attori e conseguentemente degli attori con il pubblico, nell’adattamento drammaturgico di  Sandro Lombardi e Federico Tiezzi, che ne cura anche la regia, e ben quindici attori sul palco tra cui Luigi Lo Cascio, Massimo Verdastro e Elena Ghiaurov.

L’opera, terzo tassello della trilogia del cosiddetto “teatro nel teatro” insieme a Sei personaggi in cerca d’autore e Ciascuno a suo modo, dopo il tentativo di salvezza rispetto alla vita insito nelle prime due, spazza via l’illusione e lascia alla vita la possibilità di riprendersi il suo spazio. “Molti teatri sono  contenuti in questo testo – afferma Federico Tiezzi – il teatro brechtiano, quello naturalistico (e i due lottano l’uno con l’altro), la farsa, il dramma sentimentale, l’opera lirica (continui i riferimenti operistici anche nella trama) e, nella terza parte, si presagisce addirittura il teatro di poesia di Eliot e Pasolini.”
Protagonista il “regista” Hinkfuss interpretato da Luigi Lo Cascio, volto conosciuto anche grazie al film “I cento passi”, che “manipola” i suoi attori come un Mangiafuoco esigente e creativo: Hinkfuss parla direttamente al pubblico e spiega quello che vuole fare – spiega Lo Cascio – ovvero un esperimento in diretta, mettendo in scena la novella (sempre di Pirandello) secondo due principi fondamentali: gli attori che recitano a soggetto all’interno di una azione e il piacere di smontare il giocattolo/testo per mostrare come si monta uno spettacolo, fatto di attori, ma anche di luci, cambiamenti di scena, ecc. denunciando da subito il suo principio di insubordinazione rispetto al testo.”
Ma qual è l’idea di attore secondo Tiezzi?
“Secondo Federico bisogna avere pensiero freddo lucido e cure caldo: il fatto di lasciarsi andare ad una passione non deve essere equivalente a perdersi, ma tenere il controllo che gli permette di dare forma al suo sentimento, secondo un’espressività che prende forma nello sguardo del pubblico. Lo spettacolo deve avere delle linee definite, il rischio di avere un cuore caldo conduce poi ad un rischio, come quello che accade all’attrice: l’attore deve rimanere lucido e non lasciarsi trasportare al punto di vivere in pieno il tracollo del personaggio.”

Luigi Lo Cascio è riuscito sempre a trovare un giusto equilibrio tra teatro e cinema, pur rimanendo affezionato al teatro: ci confessa infatti che il primo invito di Federico Tiezzi, anni fa, per una piccola parte in Aspettando Godot, gli cambiò la vita: “Accadde 25 anni fa e sì, decisi allora di dedicarmi al teatro. Non spazio però con disinvoltura tra teatro e cinema, credo che sia sempre difficile avvicinarsi ad un personaggio: a volte si pensa che un attore abbia un repertorio di forme già predisposto, ma non è così. Ogni volta occorre trovare quella misura, la stoffa per cucire un personaggio.”

L’incontro con la compagnia è previsto sabato 2 aprile alle ore 18.

Da giovedì a sabato inizio ore 21, domenica ore 17.

Info: Teatro Rossini 0721 387621

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