The Beatles a Sinfonica 3.0

Dopo il successo estivo, il secondo appuntamento della stagione curata dall’Orchestra Sinfonica G. Rossini, prevede, venerdì 18 gennaio, sul palco del Teatro Rossini (ore 21.15), The Beatles – Il classico del pop. Sul palco una delle più interessanti stelle nel firmamento canoro del nostro territorio, Clarissa Vichi, che interpreterà i successi senza tempo dei baronetti di Liverpool arrangiati per orchestra sinfonica, ancora una volta, dal genio di Roberto Molinelli che seguirà anche la direzione d’orchestra.

L’OSR prosegue il suo percorso di contaminazione con il contemporaneo con l’ultimo crossover dedicato alla modernità e proposto la scorsa estate a Rocca Costanza. Dopo Queen, Pink Floyd e Jackson non potevano mancare i Beatles che dagli anni ’60 dominano le classifiche di tutto il mondo. In scaletta i più grandi successi della premiata ditta Lennon – McCartney arrangiati per grande orchestra. Saranno infatti ben 40 i professori d’orchestra impegnati nella produzione. Una carrellata che spazierà da “All you need is love” a “Let it be” passando per “Imagine”, “Twist and shout” e “Yesterday” solo per citare alcuni dei brani che verranno proposti.

La collaborazione tra Clarissa Vichi e l’Osr è nata quando la giovane cantante ha vinto il festival per i giovani nel 2011, promosso dall’Orchestra: da lì lo spettacolo su Mina e molto altro. Ma la stessa Clarissa non si definisce solo una cantante pop: «Sono una cantante “mista”, abbastanza eclettica. Con l’Orchestra provo una meravigliosa sensazione: quella di essere un tutt’uno con loro. Mi sento coccolata da tutti questi strumenti e professori! Nella produzione dedicata a Michael Jackson poi, dove ero anche con Mattia Sciascia, è stato molto bello perché amo molto Jackson ed è stato un ottimo modo per unire il ballabile con canzoni grintose, la Rossini pop, la Sinfonica, le coriste, il balletto. Insomma una bellissima esperienza, da rifare». E poi i Beatles: «È stato un modo per riapprezzarli: con tutta l’orchestra e gli arrangiamenti di Molinelli, si respira un’aria diversa. Ecco è questo che mi piace, fare cose diverse dove è sempre una sfida mettersi in gioco». Ma fa fatica a scegliere la sua canzone preferita: «Non vorrei svelare tutta la scaletta perché ci sono delle sorprese, ma se c’è una canzone loro che mi piace molto è sicuramente Strawberry fields forever o Black birds: direi quelle meno scontate».

Clarissa ha la musica nel Dna: «Sono cresciuta con un udito molto allenato alla musica e ho provato a seguire questa passione già quando ballavo. Poi, quando la danza è andata un po’ scemando, per un problema al ginocchio, ho optato per la musica. Il mio primo produttore è stato Popi Fabrizio, fratello di Maurizio Fabrizio grandissimo arrangiatore e compositore, autore, tra l’altro di Almeno tu nell’universo». È curioso come i suoi “modelli preferiti siano quasi tutti maschi: «Primo fra tutti Prince: lo amo follemente e lo ringrazio per aver condizionato il mio modo di vedere la musica e di cantare. Come donna forse Rachel Ferrell cantante franco-africana, partita con il jazz e che si è sviluppata su tanti generi con cui condivido il mio grande amore per il soul, il funk e il blues».

Nel futuro di Clarissa, ancora belle collaborazioni: «Sarò con l’Orchestra di Sanremo e a febbraio in Russia con Molinelli e la Sinfonica di Mosca. Poi ci sono molti progetti in divenire, oltre all’insegnamento alla Sonart e in altre scuole. Quest’anno sarò anche la vocal coach del nuovo musical del Liceo Scientifico Marconi».

Il concerto è il primo appuntamento di Musica per Unesco Pesaro e il secondo segmento di Sinfonica 3.0, stagione invernale della Rossini. Info: Teatro Rossini 0721.387621

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