Thelma e Louise: amicizia e libertà

Una storia di donne tra musica e teatro: da una residenza al Salone Snaporaz di Cattolica, debutta, venerdì 12 aprile (ore 21,15), Thelma e Louise, spettacolo inedito distribuito da Ater, che vede sul palco Angela Baraldi e Francesca Mazza, voce e recitazione, e Rita Marcotulli al pianoforte. (Info 0541/966778 o 0541/966636). Ispirato all’omonimo film di Ridley Scott, Thelma e Louise è un racconto in forma di teatro e musica, una storia di donne e il loro desiderio di appropriarsi delle proprie vite. Una storia di donne in cui ritrovare l’orgoglio d’appartenenza, la saggezza del tempo delle attese così come la fierezza dei gesti impulsivi. L’attrice Francesca Mazza racconta quanto questo film sia importante per tutte le generazioni a venire.

Quando nulla pare scontato, le donne devono sempre continuare a lottare per i loro diritti?

«Sembra sia passato tutto invano, sono passati tanti anni da questo film, che è del 1991, ma è ancora così straordinariamente attuale: questo significa che non abbiamo ancora risolto molti dei nostri problemi e continuiamo a porci delle domande. Siamo circondate da proposte allucinanti, fuori da ogni tempo in uno spaccato di realtà oppressiva che minaccia tante conquiste».

Thelma e Louise sono immagine della libertà, contro ogni stereotipo?

«Si e mi sembra bellissimo sia stato un uomo a raccontare questa storia, restituendoci due donne non libere, ma che la ricercano. Un racconto che si sviluppa anche attraverso immagini magnifiche: sono follemente innamorata degli Stati Uniti e attraversare queste strade e questa natura ti dà davvero un senso di libertà, una forte metafora attraverso le immagini. Oltre alla libertà di spogliarsi da tutta una serie di obblighi e forme».

Come nasce l’idea di mettere in scena questo viaggio e la scelta delle compagne di questa avventura?

«Quando mi è arrivata questa proposta sono stata felice: il film è il nostro punto di riferimento, anche se cerchiamo di reinterpretarlo grazie alla musica e alla nostra presenza fisica. Il senso è quello di una bellissima amicizia e di grande libertà, parallelamente al tema della violenza, sempre presente, che in questo caso le due protagoniste restituiscono: forse in certi momenti si può rispondere con la violenza…».

Un film che ha amato?

«Moltissimo e non so quante volte l’ho rivisto, ma alla scena finale mi commuovo sempre, anche rivedendo solo quella! Ma la cosa che mi fa più commuovere è la corsa di Harvey Keitel verso di loro: la nostalgia di una figura maschile che capisca e comprenda. Un gesto bellissimo e così naturale».

Angela e Rita, due magnifiche compagne per questo viaggio: come vi siete trovare a lavorare insieme?

«Con Rita stiamo lavorando a distanza, per il momento, nel confronto sul tipo di canzoni da proporre. Con Angela è stato un corpo a corpo da subito e sotto tutti i punti di vista, visto che ci sarà anche un momento coreografico! Mi sono trovata benissimo: abbiamo lavorato molto bene, partendo da un’idea di grande semplicità, che ci ha permesso di raccontare le nostre Thelma e Louis con uno strumento diversissimo dal cinema».

Come eliminare la competizione fra donne?

«Credo sia uno stereotipo: competizione può esistere fra donne, fra donne e uomini, fra uomini. Lavoro moltissimo con le donne e non ho mai avuto problemi: basta capire che non è una gara il teatro, ma energia collettiva in direzione del pubblico e non uno scontro fra persone che sono in scena».

 

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