Toquinho al Comunale di Cagli

Inizia con una leggenda vivente la stagione del Comunale di Cagli: il cantautore brasiliano Toquinho, in programma giovedì 4 ottobre con il suo concerto “50+1”. Un’occasione unica per rivivere le atmosfere che hanno fatto sognare intere generazioni. Il cantautore brasiliano considera l’Italia la sua seconda patria: i suoi genitori sono infatti brasiliani di nascita ma i suoi nonni sono italiani: il nonno paterno era nativo di Toro (nella provincia di Campobasso) e la nonna era nata in Calabria; mentre i nonni materni venivano da Mantova.

Quanto la passione per il nostro paese ha influenzato la sua musica?

«Italia e Brasile hanno molto in comune: la spontaneità, l’importanza della famiglia che si estende agli amici, la libertà emotiva, la passione per il calcio, la musica e la loro reciproca accettazione e influenza; e la cucina abbondante e inconfondibile che mi assorbe e poi mi fa paura di salire le scale … (ride). Ho ascoltato musica italiana fin dall’infanzia, dai dischi di mio padre e nelle canzoni che mia madre cantava. Poi la musica romantica del 1960 con Domenico Modugno, Peppino di Capri, Sergio Endrigo, il Festival di Sanremo, il tutto si muoveva con la mia sensibilità. Fino a quando ho avuto l’onore e il piacere di lavorare con nomi meravigliosi come Bardotti, Iodice, Fabrizio, cantare con Lucio Dalla, con Ornella Vanoni o con Andrea Bocelli».

Quasi nel suo dna?

«Penso che gran parte della mia melodia abbia a che fare con la canzone italiana moderna. Amo stare lì, amo il pubblico italiano e mi sento completamente a mio agio. Il progresso ha cambiato un po’il volto dell’Italia, ma il rapporto con il Paese rimane lo stesso: calore, simpatia e gioia per essere lì».

50 anni + uno: cosa ascolteremo in questo concerto?

«Sarà uno spettacolo che metterà in luce la chitarra come base della mia musica come strumentista, con un tributo a diversi partner che hanno contribuito allo sviluppo della mia carriera, in una serie di hit che il pubblico ama ascoltare. La mia musica è fusa con i miei ideali di vita e ritrae la mia vita quotidiana vissuta con semplicità e armonia con le persone che amo. Questa semplicità è contenuta in ogni stanza delle mie canzoni».

La sua è una musica che non conosce età, eterna: qual è il segreto?

«Ho sempre cercato di realizzare canzoni che non fossero ermetiche, cercando una semplicità che diventasse speciale e che mi caratterizzasse con uno stile molto personale all’interno della musica popolare brasiliana. Le mie melodie sono popolari, non mi è mai piaciuto fare cose che le persone hanno difficoltà a cantare, e allo stesso tempo hanno un ottimo mix di armonia e melodia. Faccio spettacoli ovunque, dalle palestre ai teatri alle piazze: sempre con grande semplicità, così come è la mia vita. Questa caratteristica è insita nella Bossa Nova che ha una struttura musicale che dura fino ad oggi e si consolida rinnovandosi sempre, poiché non ha né tempo né età. È perenne!»

Come mai sono sempre di meno i grandi cantautori: meno attenzione o meno contenuti?

«Né una cosa né l’altra. La musica deve essere piacevole alle orecchie, come dicono gli italiani: questo si ottiene solo quando c’è una perfetta congiunzione tra melodia, armonia e ritmo, completata da una poesia coerente che suscita i sentimenti delle persone. Per questo, si deve migliorare il canto con la stessa dedizione con cui viene creata una canzone. Se non c’è tale sinergia, ci sarà uno squilibrio a scapito della composizione»

Non è la prima volta che viene nelle Marche: cosa pensa di questa regione?

«Sono stato a Urbino, Ancona e Macerata. Ho piacere di tornare in questa regione così prodiga della sua natura spettacolare e dell’ospitalità unica. Mi emoziono per ogni angolo della città, con tanta vita offerta da luoghi in cui lo spirito può riposare e dare al corpo un rifugio così accogliente: questa è l’Italia».

 

Info: botteghino Teatro di Cagli 0721.781341 botteghino.teatrodicagli@gmail.com

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