Torna il Mistero Buffo by Matthias Martelli

Ritorna nelle Marche, ad inaugurare la stagione di Teatri d’Autore, nei teatri storici della provincia di Pesaro e Urbino, Matthias Martelli, protagonista giovedì 10 gennaio, ore 21.15, sul palco del Teatro Bramante di Urbania, dell’ironia dissacrante e pirotecnica de “Il primo miracolo di Gesù bambino”, notissima giullarata tratta da Mistero Buffo di Dario Fo, per la regia di Eugenio Allegri.
Dopo il permesso concesso dal maestro Fo, è partito il percorso che ha portato allo spettacolo “Mistero Buffo” da cui è tratta la nota “giullarata” sui temi attualissimi dell’emigrazione, del lavoro e dell’integrazione costruita sull’inimitabile paradosso comico e grottesco del teatro del grande premio Nobel.

A un anno dal debutto di Mistero Buffo, qual è la sensazione verso questo grande lavoro?
«La sensazione è molto positiva, in scena mi trovo bene e i risultati sono ottimi. Lo spettacolo diventa sempre più bello, i ritmi si aggiustano sempre di più e c’è una maggiore agilità. Tutto questo accanto alla bellezza di riportare in scena Dario Fo che per me rappresenta il teatro totale, quello dove l’attore accompagna il pubblico nella magia del teatro facendo lavorare l’immaginazione».

Come ha assorbito questo successo, non è che ti sei montato la testa ora?
(Ride) «Secondo me ho trovato uno scopo in più nel teatro che invece che accrescere l’ego è veramente una connessione con altre persone e crea rapporti armoniosi. In scena da solo sei obbligato a scendere a patti con il pubblico. Più che montarsi la testa diventa una sorta di terapia: attraverso la risata sciogli tutte le ingiustizie del potere. Per me è diventata una liberazione dall’ego!».

D’altronde Dario Fo era un tuo idolo fin da piccolo?
«I miei genitori mi facevano vedere la videocassetta di Mistero Buffo e iniziai a guardarla di continuo: C’era questo tipo qua che cambiava tante espressioni, creava con le mani e con le braccia delle cose e le faceva scomparire. Mi sembrava una magia incredibile e da subito mi ha lasciato esterrefatto».

Ma si potrebbe imputare a quella videocassetta la nascita della sua passione per il teatro?
«Assolutamente sì: ripetevo da solo il monologo. Avevo da bambino questa mania dell’imitazione: quando qualcuno ci veniva a trovare, appena usciva io lo imitavo. Più che Shakespeare, è da lì che è iniziato il mio percorso».

Qual è l’emozione ogni sera…pensi a Lui?
«Alla fine saluto ringraziando Dario, e anche Franca, sia perché ho la sensazione che ci sia un legame invisibile, sia perché siamo nati lo stesso giorno, il 24 marzo, lui nel 26 io nell’86. Alla fine sento che tutta l’energia che metto è come non venisse solo da me: per carità, non voglio fare l’esoterico, ma solo dire che sento una connessione profonda».

In scena una giullarata su un tema scottante dell’immigrazione: a teatro per riflettere?
«Sicuramente lo scopo è quello di fare riflettere: oggi, con un pezzo scritto negli anni 70, si riesce a criticare l’andazzo che ha preso la politica e anche la cultura. Gesù bambino fugge dalla persecuzione di Erode, arriva in un posto dove viene emarginato: cresce e vuole diventare amico degli altri bambini che invece non lo vogliono. E il bambino immigrato fa un miracolo per conquistarli…».

Quasi un teatro civile?
«In confronto al teatro civile qui c’è molta fisicità: non è solo teatro di narrazione, si usa la mimica facciale e tutto il corpo, una modalità che gli attuali narratori non hanno ereditato».

L’INCONTRO
Alle ore 18.30, presso la Sala Volponi di Urbania, Matthias Martelli incontrerà il pubblico interessato per il progetto di formazione teatrale Scuola di platea. L’ingresso all’incontro è gratuito.

Info: 0721.3592515, 366.6305500 Inizio spettacolo ore 21.15

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