Tornano i Rari Ramarri Rurali: concerto con sorprese a San Costanzo

Un vero e proprio “concertone”, come definito dagli stessi autori, quello di sabato 21 dicembre al Teatro della Concordia di San Costanzo: i Rari Ramarri Rurali, la band “eco-folk-blues-agri-barricadero”, festeggia 20 anni di storia e di presenza sul territorio. Un territorio ben rappresentato da questa storica band che ha saputo raccontare vizi e virtù di una provincia ricca e bizzarra.

A due anni dall’ultimo cd, registrato in un concerto dal vivo al teatro Comunale di Cagli, “Giva mej quand …giva mej”, tutto live, con gli applausi e le risate del pubblico e a un anno, circa, dall’ultima esibizione pubblica, dalle 21,30 in poi, la band ha già annunciato un concerto ricco di sorprese con ospiti speciali che andranno ad affiancare sul palco il cantante/attore Claudio Tombini che riesce ad immedesimarsi, con maestria istrionica, in variegati personaggi, cogliendo tutte le sfumature dei divertenti e sagaci testi di Nino Finauri, il “professore” alla batteria, cui fanno eco le note di Giacomo Pietrucci al “sax appeal”, Roberto Renzoni “il magister” alle tastiere e Riccardo Marongiu “il dottore” al basso.

Con un nome che è uno sciogli lingua, un dialetto facilmente comprensibile e alcuni versi brutalmente espliciti, che il pubblico accoglie con entusiasmo, da 20 anni la band agri-folk  sforna Canzoni ironiche, gag ruspanti e genuino divertimento.

“Sol sal Landini”, il brano ispirato alla nota marca di trattori che è da tutti riconosciuto come “il motor dei contadini”, diventa la hit delle hit e non mancherà mai in nessun concerto futuro, così come “la Bataja del Metauro” o “Filippo, la natura e i congiuntivi”, restituite sempre con affetto ai numerosi fan.

Ma ciò che caratterizza da sempre il gruppo è l’atmosfera che sono in grado di creare ad ogni esibizione: con i Rari Ramarri Rurali può anche capitare di cenare a fine concerto, con la pasta che bolle in pentola durante gli ultimi minuti dell’esibizione, proprio come quando le feste di paese avevano pochi, ma ottimi ingredienti: la musica, il canto in compagnia, il cibo semplice ma genuino, il vino schietto, la danza, l’ospitalità incondizionata e, soprattutto, i telefoni spenti.

Gustarsi uno dei loro concerti è paragonabile a salire sul trattore”, un Landini ovviamente, e girare tutta la provincia di Pesaro Urbino, la “Provincia Bella” come il titolo di una delle loro canzoni, ascoltando la natura e i suoi colori, fermandosi ogni tanto in un’osteria o in un cortile, per farsi raccontare quelle storie che hanno ancora un sapore genuino e antico, osservando un tramonto, respirando il profumo del fieno appena tagliato, bevendo un buon bicchiere di vino.

«In questi ultimi anni, siamo maturati anagraficamente e artisticamente: – commenta Finauri – gli arrangiamenti si sono raffinati sempre di più pur continuando a guardare alla nostra contemporaneità, con nuovi spunti per canzoni che dialoghino con i nostri tempi, sempre più torvi». Le prove nel teatro di San Costanzo procedono con entusiasmo: «Abbiamo sempre avuto piacere di suonare, preferendo molto i teatri, ma adattandoci ad ogni situazione», comprese le “trasferte” a Pesaro, Montecarotto, nella discoteca Tris o addirittura direttamente sul trattore, un Landini ovviamente come il protagonista  della loro storica hit, al Furlo. «La lingua vernacolare della media valle del Metauro non ci ha mai fermato: abbiamo visto che è compresa da tutti. D’altronde la canzone napoletana o il teatro di Eduardo, sono internazionali».

Sabato sarà un concerto ricco di sorprese che snocciolano con cautela: «Ci sarà un brano inedito, ma soprattutto ci saranno diversi ospiti, tra musicisti e cantanti, tra cui una presenza femminile che è stata anche a Sanremo…». Esistono validi motivi per non perdersi questo “Concertone”: «È da diverso tempo che in tanti ci chiedono di suonare: daremo il meglio di noi, per una serata divertente festosa, con anche momenti commoventi. Useremo tutti i registri dell’emotività, con un omaggio finale al Natale».

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