Tracing Vitruvio: viaggio onirico e colorato

L’uomo di Vitruvio inconsueto e colorato: è questo il viaggio tra antico e moderno di Agostino Iacurci, artista noto soprattutto per i suoi monumentali dipinti murali realizzati nello spazio pubblico, protagonista di “Tracing Vitruvio. Viaggio onirico tra le pagine del De Architectura”, suggestiva mostra, fino al 13 ottobre, allestita ai Musei Civici di Pesaro, nell’ambito del progetto diffuso, iniziato 3 anni fa da un’intuizione dell’assessore Daniele Vimini, che ha visto collaborare Pesaro, Fano e Urbino, nel 2017 con Rinascimento Segreto, nel 2018 con Rossini ed ora nel ciclo delle “Mostre per Leonardo e per Raffaello”.

Se Fano omaggia Vitruvio in dialogo con il Codice Atlantico, Pesaro sorprende con un articolato progetto site specific, il lavoro di un artista contemporaneo che sogna una classicità a colori: «unendo la grammatica dell’architettura dentro una scatola che è un sogno ad occhi aperti», come sottolinea lo stesso Iacurci.

Un viaggio colorato e molto onirico, un gioco di immagini in rilievo, specchi e murales intorno ad uno dei più grandi bestseller della Storia come il De Architectura di Vitruvio che, essendo all’origine senza immagini, ha stuzzicato la fantasia di coloro che negli anni ne hanno restituito il pensiero. L’esposizione, a cura di Marcello Smarrelli e Brunella Paolini, propone infatti opere tridimensionali e pittoriche dal carattere fortemente scenografico, capaci di creare una dimensione suggestiva e coinvolgente, che accompagnano la presentazione di dieci diverse edizioni del De Architectura, provenienti dalla Biblioteca Oliveriana. E se è vero che “l’architetto è un muratore che sa di latino” come disse Adolf Loos, o “un poeta che parla in costruzione” secondo Auguste Perret, Iacurci riesce a “ricostruire” un universo fatto di capitelli colorati e festosi e uomini vitruviani tridimensionali, in un dialogo vivo e attuale con le edizioni e con gli artisti del passato.

IL PERCORSO

Partendo dal cortile di Palazzo Mosca, con monumentali istallazioni ispirate alle architetture vitruviane, si prosegue all’interno dei musei seguendo due fili conduttori. Uno più tradizionale e squisitamente filologico che analizza la fortuna critica e editoriale del testo vitruviano risalente al I sec. a.C. e ampiamente diffuso nel Rinascimento grazie all’introduzione della stampa, documentato dalle raccolte oliveriane che annoverano numerose edizioni del De Architectura, alcune molto rare e preziose. Dieci di queste, accuratamente selezionate e presentate in ordine cronologico, sono aperte ognuna su uno dei dieci libri di cui l’opera è composta, per avere una panoramica completa e analizzarne più approfonditamente i contenuti. L’altro più libero e visionario, creato da Agostino Iacurci, la cui ricerca attuale è molto vicina ai temi dell’antico e allo studio sull’uso del colore nell’architettura e nelle arti plastiche di età classica.

Orari: da luglio a settembre da martedì a domenica e festivi h 10-13 / 16-19.30 – Ottobre da martedì a giovedì h 10-13, da venerdì a domenica e festivi h 10-13 / 15.30-18.30. In occasione del Rof (11 – 23 agosto 2019) tutti i giorni h 10-13 / 16-19.30.

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