TRIPS: un viaggio nella musica che piace ai giovani

Tra le offerte della Città della Musica, accanto alle tradizionali stagioni, spicca la trasversalità di Playlist, rassegna capace di raccontare l’offerta culturale del panorama musicale a 360°:  Trips/exploring millenials sounds è il titolo del microfestival all’interno di Playlist Pesaro (ideato da Amat in sinergia con con “Klang. Altri suoni, altri spazi” e “Loop Live Club”), che intende indagare l’universo della musica preferita dai giovani, in programma sabato 11 novembre. La collaborazione artistica è di nuovo con il diciottenne pesarese Edoardo Gessi che ha posto le sue scelte nell’ottica di un viaggio tra le sonorità contemporanee. I protagonisti saranno Giovanni Truppi (ore 21 alla chiesa dell’Annunziata), Tredici Pietro e Venerus (dalle ore 22 in poi al teatro Sperimentale di Pesaro).

Edoardo, cosa rappresenta la musica oggi per i giovani e giovanissimi?

«È un discorso difficile e non posso certo ricoprire l’opinione generale: diciamo che ho cercato di interpretare il pensiero di giovani che con me condividono alcune scelte musicali. Io sono molto felice di ciò che c’è di molto vivo oggi nella realtà musicale italiana perché ci sono alcuni cantanti, rapper o cantautori che hanno ben fotografato il momento che viviamo, le nostre emozioni».

Dove e come si ascolta la musica oggi?

«Soprattutto dai social, You Tube e Spotify. È molto raro che qualcuno compri vinili o cd. Spotify crea delle playlist basate sui nostri gusti, ma anche il passaparola può funzionare. Io sono forse una “pecora nera” perché capisco che per molti di noi cercare sempre qualcosa di nuovo sia una rottura di scatole: per me è uno stimolo continuo invece, anche nel desiderio di conoscere e approfondire parti di me che non conosco».

Quale è stato il percorso nella scelta di questi 3 artisti?

«Quest’anno il filo logico è il viaggio nel panorama musicale e nei gusti, così come nel vissuto di molti di noi. È normale, per qualsiasi generazione, vivere mille guerre e mille battaglie: non ci piace come è gestito il nostro pianeta e siamo in eterno conflitto con l’autorità (istituzionale o genitoriale), ovvero con qualsiasi persona che ci dica cosa fare. Per curare questo male viene a salvarci l’arte che, come diceva Schopenhauer, serve ad emanciparci. La musica è arte e viaggio: ci permette di conoscere cose nuove e ci fa stare meglio».

Su questa linea la scelta dei 3 artisti?

«Esattamente: Giovanni Troppi è la versione più classica della musica contemporanea e lo ascolteremo in una forma molto intima, con il pianoforte da lui stesso ideato. Rispetto alla sua ironia, questa volta tocca corde molto romantiche. Tredici Pietro rappresenta bene la nostra generazione: è autore di un hip hop con un suono molto innovativo».

Infine Venerus

«Venerus mi piace molto per il suo modo di fondere la musica di ieri con quella di oggi. Lavora con chitarra, pianoforte e batteria, fondendoli con la tecnologia digitale. In più ha testi molto belli, quasi un Paolo Conte della nostra generazione, con suoni profondi. È uno che non cerca di impressionare, ma semplicemente di farci stare bene».

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