un Macbeth tra cinema e teatro d’opera

TeatrOltre, la rassegna multidisciplinare di teatro, danza e musica, prosegue il suo viaggio nella drammaturgia contemporanea proponendo al Teatro Sanzio di Urbino, (mercoledì 17 maggio ore 21) una rilettura attuale e personale del grande capolavoro shakespeariano Macbeth, che attraversa il cinema e guarda al teatro d’opera, da parte di due giovani interpreti come Francesca Gabucci e Alessio Genchi. I due attori, la prima pesarese e il secondo barese, hanno coinvolto nel progetto anche la Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Urbino e Francesco Calcagnini.

Francesca Gabucci: cosa vi ha attirato in Macbeth?

<Oltre ad essere uno dei testi preferiti da Alessio, che con me cura il progetto e l’adattamento, troviamo che questo testo sia uno dei più concisi, ma capace di affrontare fino in fondo la seduzione del male, e per questo noi abbiamo scelto di trasformare quella che per Shakespeare è la strega classica, legata al suo periodo storico, in una figura che incarna un “male” che ha a vedere con il desiderio inconscio. Quel desiderio inconscio che spesso muove l’uomo di oggi.>

Seduzione e attrazione?

<Esattamente, questa figura femminile che va a toccare le corde dell’inconscio, muoverà tutto il filo del nostro Macbeth. Un desiderio che violenta la natura stessa di chi lo asseconda e che fa agire con violenza sul corso degli eventi. Desiderio di potere ma anche erotico a cui rimandare appagamento o felicità, fino trasformarsi in un desiderio di morte, quando si deve constatare che tutto è stato fatto per non avere niente.>

Chi è Macbeth oggi?

<La linea affascinante, in questa trasformazione, è che Macbeth non è più mosso da una presenza stregonesca, ma che ha a che vedere con le nostre pulsioni di tutti i giorni, nell’inesorabile inseguimento di desideri che facciamo fatica a realizzare o che appena realizzati non ci bastano più.>

Avete definito Macbeth “un incubo notturno”?

<L’Ossessione di qualcosa che non si può raggiungere, trasforma sempre il presente in un incubo, mai vissuto veramente fino in fondo. Ma c’è anche il fatto che la maggior parte del testo si svolge di notte, quindi la grande tragedia si ricollega a quello che di notte viene fuori con più facilità, l’inconscio.>

Come si è sviluppato il lavoro con l’Accademia e con Francesco Calcagnini?

<Francesco, ha proposto alla sua classe di aiutarci nella realizzazione di questo progetto e due ragazze in particolare Jessica Fuina e Marcella Fiordegiglio, hanno seguito da vicino tutto il progetto, realizzando gli elementi scenici e i costumi, in dialogo con noi attori, essenziali e funzionali: sia per motivi banali come il limite economico, che per una scenografia che non doveva troppo prevalere sull’interpretazione.>

Per lei un bel salto da Miseria e Nobiltà a Macbeth?

<La vera differenza non è tanto sulla modalità di recitazione ma è stata più, questa volta, nella mancanza di un regista. Qui è il gruppo che, collettivamente, ha diretto l’opera e, di conseguenza, abbiamo acquisito maggiore responsabilità, con uno studio molto più approfondito del testo e delle dinamiche.>

Un gruppo eterogeneo di attori: a cosa vi siete ispirati?

<Veniamo da formazioni diverse, da varie scuole di teatro.  Ci siamo fatti “aiutare” dal confronto con altri grandi che hanno messo in scena Macbeth: da Polanski a Orson Wells a Ian McKellen, nella ricerca di una completezza di sguardo e percorso. Abbiamo anche incontrato il Macbeth di Verdi per poi scoprire che nella nostra contemporaneità, ci sono dinamiche molto simili al Macbeth anche in serie tv come Game of Thrones o House of Cards.>

 Quella dei due giovani artisti è una lettura che parte dall’individuazione del lento, ma non troppo, percorso dal Paradiso all’Inferno di Macbeth: un uomo con tutte le caratteristiche tradizionali del guerriero valoroso e fidato, che cade (come l’angelo prediletto da Dio) dalla luce alle tenebre del delitto e del tradimento, corrompendo la sua compatta, ma pur fragile, struttura umana. In scena anche Mauro Bernardi, Giorgio Castagna, Davide Dolores e Fonte Fantasia. Consulenza dei suoni di Mario Mariani.

Informazioni presso biglietteria Teatro Sanzio 0722 2281, call center 071 2133600, online su www.vivaticket.it. Inizio spettacolo ore 21.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *