un Otello…da bar

Una originale versione di Otello è in scena al Teatro Apollo di Mondavio, secondo appuntamento di “Anche questo è teatro”, con la direzione artistica degli Asini Bardasci: sabato 1 e domenica 2 dicembre (rispettivamente ore 21.30 e 17)Otello – Tournée da bar”, il progetto, che ha affrontato tutta la drammaturgia shakespeariana, nato da un’idea dell’attore Davide Lorenzo Palla per portare il teatro fuori dagli spazi convenzionali. Un Otello rivisitato in una chiave più popolare e raccontato da un cantastorie e un musicista, che chiedono agli spettatori d’immaginare gli eventi e i dettagli di uno spettacolo che non c’è.

Dopo il progetto Abitiamo le Marche siete di nuovo qui con Otello: come si muove il vostro modo di fare teatro?

«Tutto il percorso di Tournée da Bar è partito dai luoghi della quotidianità, andando alla ricerca di nuovo pubblico. La sfida è sempre quella di portare il teatro alla gente: se vogliamo gente a teatro è necessario portare il teatro al pubblico. La nostra è in tutti i sensi “un’impresa culturale”».

Tournée da bar è originale come nome per una compagnia teatrale….

<Perché infatti in genere non definisco il nostro gruppo come una compagnia teatrale, ma come, appunto, una giovane impresa culturale. Stiamo cercando di sdoganare il concetto che anche il teatro può essere fatto come un’impresa culturale e creativa».

E Otello in particolare?

«Otello è il nostro cavallo di battaglia, il primo spettacolo dedicato a Shakespeare che abbiamo portato in giro per questi luoghi. Ora però Otello ha più di 150 repliche all’attivo e quindi ha preso una forza teatrale enorme, oltre al fatto che io continuo a studiare e quindi lo spettacolo cresce continuamente. Certo, rimane uno spettacolo di profonda impronta popolare e accessibile a tutti, ma ha raggiunto quella magia teatrale che lo rende adatto ai grandi teatri».

Dopo un Romeo e Giulietta rock, che genere musicale avete scelto per Otello?

«Quello delle bande di paese, il repertorio bandistico con un riferimento particolare alle marce funebri, perché abbiamo deciso di alternare musiche a tratti allegre, ma che di sottofondo, come Iago, ingannano e ci sembrava molto appropriato visto il personaggio. Marce funebri anche perché nell’Otello muoiono un sacco di persone innocenti…»

Contenti di tornare nelle Marche?

«Siamo molto contenti e spero anche che sarà riproposta l’iniziativa che quest’estate ci ha portato a lavorare nei luoghi colpiti dal sisma. È stata un’esperienza che ci ha dato tantissimo, sia artisticamente che umanamente: abbiamo avuto una risposta incredibile e crediamo che sia importante ridare valore a queste zone, affinché non vengano abbandonate a sé stesse».

Dopo uno “Shakespeare da Bar” che vi ha visto affrontare tante opere del Bardo, avete qualcos’altro in programma?

«Quest’anno abbiamo intenzione di aprire un filone dedicato a Goldoni, con cui forse torneremo anche nelle Marche. Abbiamo decisamente voglia di affrontare un autore italiano e Goldoni si presta benissimo a questo tipo di teatro giocato sul racconto, sui cantastorie, sui saltimbanchi».

 

Sabato sera, a partire dalle 19 all’interno del Teatro Apollo, apertura della Stanza delle Primizie, dedicata alle artigiane e imprenditrici del territorio. Sia sabato che domenica sarà di casa l’azienda agricola Ortobene, e sarà anche possibile gustare un aperitivo cena direttamente a Teatro.

Info e prenotazioni: 339.4518693 / 333.8996348

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