Viktor und Viktoria: contro ogni pregiudizio

Un inizio dell’anno divertente per la stagione di prosa di FanoTeatro: la Berlino anni ’30 fa da sfondo ad una vicenda che pur divertendo sa arrivare in profondità: dal 3 al 5 gennaio, arriva al Teatro della Fortuna, sull’onda di 3 anni si successo, Viktor und Viktoria, la commedia con musiche liberamente ispirata all’omonimo film di Reinhold Schunzel. Quando la crisi economica colpisce anche gli artisti, questi devono aguzzare l’ingegno: ecco allora che Viktoria, talentuosa cantante disoccupata, si finge Viktor e conquista le platee, ma il suo fascino androgino scatenerà presto curiosità e sospetti. Tra battute di spirito e divertenti equivoci si legge la critica ad una società bigotta e superficiale (la nostra?) sempre pronta a giudicare dalle apparenze. Nel coinvolgente ed intrigante ruolo della protagonista c’è Veronica Pivetti, artista eclettica che spazia dal cinema alla tv (anche come conduttrice), al teatro, fino alla letteratura.

Veronica: Viktor o Viktoria?
«Tutte e due assolutamente! È il terzo anno che portiamo in giro questo spettacolo con un alto gradimento del pubblico che è anche nostro. Il mio è un personaggio molto stimolante, a dir poco: amo questo continuo entrare e uscire dai panni e dai “generi” ed è anche un continuo scambiarsi d’abito oltre che di persona. Si potrebbe quasi dire che il vero spettacolo si svolge dietro le quinte, nella frenesia della trasformazione».

Si potrebbe dire che le calza a pennello?
«Mi diverto moltissimo: la storia racconta dello stratagemma con cui un’attrice squattrinata e il suo socio mettono nel sacco una intera società, finché l’amore non si metterà di mezzo, a sparigliare tutte le carte. È una commedia degli equivoci, ma anche un grande inno contro i pregiudizi. E combatte con forza contro ogni tipo di pregiudizio, anche per questo mi è molto piaciuto dar voce e corpo a questo personaggio».

Amore e amicizia: è sottile il confine?
«Soprattutto per quanto dobbiamo esser pronti ad accettare ciò che la vita ci mette di fronte. È una commedia dove si ride molto, ma stimola la riflessione, soprattutto per i diversi punti di contatto con l’attualità. Si svolge in un periodo di grave crisi economica e la storia si ripete. La storia della Repubblica di Weimer ha dato vita ad un grande periodo di rinascita culturale, ma con l’ombra nera del nazismo che ha arrestato lo sviluppo dell’umanità».

Doversi adattare scatena la creatività?
«Certo: “la necessità aguzza l’ingegno” e qui i nostri protagonisti hanno proprio fame! E la fame ti fa pensare a soluzioni intelligenti, al punto da mettere in atto un grande imbroglio che è anche un grande gioco, in cui tutti cascano».

Cinema, tv, teatro e letteratura: è giusto definirla “poliedrica”?
«Per me l’Artista è uno come Leonardo Da Vinci. Io sono un’attrice che cerca di fare bene il suo lavoro, fatto di tante sfaccettature. Mi piace scrivere: a novembre è uscito il mio terzo libro (“Per sole donne” ndr) e mi sto accorgendo di come la scrittura stia diventando parte importante di me, una cosa che anche la Mondadori ha accolto con gioia, scoprendo che non è più un “incidente di percorso”…».

La cultura…salverà il mondo?
«Per forza è l’unico modo! La cultura intesa non come erudizione, ma conoscenza: più cose conosciamo e più le affrontiamo e apriamo la nostra mente. Dove c’è cultura c’è apertura mentale: devi sapere ed essere sempre curioso. La curiosità ti permette di progredire».

Intanto salviamo il teatro: perché vedere questo spettacolo?
«Perché è bello e mi assumo totalmente la responsabilità di quello che dico. È un modo per divertirsi con intelligenza. Il teatro e il cinema ti devono portare in un’altra dimensione e noi lo facciamo!».

 

Sabato 4 gennaio (h18) è previsto l’ormai tradizionale appuntamento con Oltre la scena che incontrerà gli attori del cast: insieme a Veronica Pivetti anche Giorgio Borghetti, Yari Gugliucci, Pia Engleberth, Roberta Cartocci, Nicola Sorrenti.

Info Teatro della Fortuna 0721.800750

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