Vinicio Marchioni e la poesia di Campana

Il poeta preferito di Carmelo Bene, Dino Campana, sarà raccontato da Vinicio Marchioni a chiusura della festa per i 200 anni del Teatro Rossini, questa sera alle ore 24. Attore amato da pubblico e critica per la sua adulta capacità interpretativa e conosciuto per il ruolo del Freddo nella serie Romanzo Criminale, Marchioni, accompagnato sul palco dai due musicisti Milena Mancini e Pino Marino, darà voce all’uomo dai mille mestieri che con la sua unica composizione poetica, Canti Orfici, ha illuminato la letteratura europea del Novecento

Come è nata la scelta dei canti orfici?

«Questo spettacolo è nato molti anni fa, nel 2010, e viene dalla mia grande passione per la poesia. Ho iniziato ad appassionarmi a Campana e ho studiato le sue biografie che sono molto contrastanti fra loro: è così che mi sono reso conto che ha avuto veramente una vita al limite della mitologia. I suoi viaggi a piedi fino in Francia, il leggendario e ipotetico viaggio in Argentina, di cui si perdono le tracce: insomma una vita che mi sembrava meraviglioso poter mettere in scena. Sembra assurdo che abbia passato i suoi ultimi 14 anni chiuso in un manicomio.»

Dal 2010 si sono state variazioni?

«Sì, in questa ultima versione, sotto forma di reading con la musica dal vivo, ci abbiamo infilato dentro anche la figura fondamentale di Sibilla Aleramo: mi sono reso conto che non potevamo raccontare la sua vita senza l’amore e quindi non parlare di questa esistenza straordinaria di una delle prime donne poeta. Entrambi rappresentano due esistenze meravigliose: si parlerà d’amore e di viaggi enormi…»

E la su passione per il teatro come è nata?

«A dire la verità per caso: studiavo Lettere e ho avuto modo di prendere in esame la storia del teatro: ho iniziato ad appassionarmi alla teoria e poi mi sono andato a cercare un piccolo corso di teatro per vedere anche gli aspetti pratici, ma non avrei mai pensato di fare l’attore. Poi, invece, sono entrato alla Libera Accademia dello Spettacolo di Roma e, incredibilmente ero a mio agio: lì mi sono sentito a casa.»

È vero che voleva fare lo scrittore o il giornalista?

«Volevo fare qualcosa che avesse a che fare con la scrittura, sì: sceneggiatore o scrittore. Lavorare con la fantasia e la creatività che venissero poi trascritte: ma non è detto che non ci riesca prima o poi…»

“Il Freddo” uno dei protagonisti di Romanzo Criminale era nel suo destino: un criminale romantico?

«A quanto pare sì: nella prima selezione Michel Placido scelse Kim Rossi Stuart, poi anni dopo, la parte è stata data a me. L’ho affrontato come amo lavorare io, cercando di dargli un’anima. È un ruolo che già in fase di sceneggiatura era davvero potente.»

Lei ha collaborato con molti maestri del teatro, tra cui Ronconi, un suo ricordo?

«Ho il ricordo di un uomo con una mente sovrumana, con un grado di “sentire” sovrumano: un uomo che ha veramente dedicato ogni giorno della propria esistenza al teatro. Mi ha insegnato e trasmesso tantissimo: riusciva a trasferire tutto il suo immaginario meraviglioso, comunicandolo in un modo molto pratico. Un grande Maestro.»

TUTTI A TEATRO

“Tutti a Teatro” è questo lo slogan e il titolo della lunga kermesse per festeggiare i 200 anni del Teatro Rossini di Pesaro. Spettacoli non stop a partire dalle ore 16: “Il circo delle bolle” della Compagnia Ribolle, dedicato ai bambini, ma non solo; alle 17.30 la Passeggiata nel teatro segreto a cura di Teatro Skené (unico evento in cui è obbligatoria la prenotazione al 339 6565106); Giorgio Castellani e Lucia Ferrati, alle 18,30, racconteranno la nascita del Teatro; Glauco Mauri e Roberto Sturno saranno i protagonisti (alle 20.30) de Il Canto dell’Usignolo; danza, physical theater, atletismo e tecnologia con “La magia della luce” di Evolution Dance Theater in scena alle ore 22; musica e divertimento alle 23 con la Rimbamband, l’eclettico quintetto di musicisti folli e bizzarri. La chiusura, a mezzanotte, è con Vinicio Marchioni, che darà voce ai Canti Orfici del poeta Dino Campana. Ingresso gratuito.

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