il corpo e la mente dei Popfilosofi

La popfilosofia rivendica il suo ruolo attivo nell’opinione contemporanea: Popsophia, nell’affascinante scenario di una Rocca Costanza tinta di rosso, ha indagato per 4 giorni compresa la sera dell’omaggio al caro collega Paolo Angeletti, le vie della forza filosofica parafrasando la metafora della celebre saga di Star Wars.
“Di solito si parla di pensiero debole nei confronti della filosofia: – racconta con orgoglio Lucrezia Ercoli, la direttrice artistica del Festival – noi abbiamo proposto un pensiero forte, una pluralità di pensieri forti, usando la filosofia come arma per pensare il presente e non soltanto per barcamenarsi tra interpretazioni stantie, proponendo precise visioni del mondo. E anche risposte e soluzioni.”
Il ritorno della Forza” ha affrontato le inquietudini e le paure del mondo contemporaneo su quella nuova forma di “guerra” che è il terrorismo, ponendo l’accento sulla eterna dicotomia tra bene e male, ovvero il lato oscuro e il lato chiaro della Forza, che vive anche dentro ognuno di noi.
Ormai non esiste la distinzione tra filosofia e la sua versione “pop” : “questa è la vera filosofia!” – aggiunge Lucrezia – Per me il tema è stato un modo per riflettere su questo contrasto “giorno/notte”, “buio/luce”: tutti gli ospiti hanno orientato verso la luce il loro intervento, anche se sono tutti d’accordo sul fatto che sia impensabile arrivare alla luce senza attraversare la tenebra, sentendo il bisogno di ogni persona di avere qualcosa su cui pensare per costruire il proprio domani. Quindi una filosofia non più astratta, ma orientata ad una pratica etica quotidiana.”

Monia Andreani ha parlato di “cura” per l’umanità, Fabris dice che bisogna assumersi liberamente il rischio di vivere: non facile separare l’uomo dal suo destino o proporre illusorie vie da percorrere.
La novità del Festival ha fatto sì che molti degli ospiti, fossero chiamati ad una formula breve, ma chiara e concisa, per esporre i propri pensieri. Ted Talks e Philoshow, due contenitori che il pubblico ha gradito: significa forse che la filosofia fa spettacolo? “Occorre abbattere le barriere e i pregiudizi su queste due parole: la filosofia è spettacolo! – afferma con convinzione la Ercoli – Anche il discorso del filosofo è in fondo una performance perché deve arrivare e sedurre lo spettatore. Anche le migliori idee hanno bisogno di corpi erotici che le incarnino.”

Non vogliamo sembrare di cadere nel sessismo, ma le “filosofe” ci sono piaciute particolarmente: da Monia Andreani a Francesca Boccuni che, nella serata finale, ha “intrattenuto” il pubblico, insieme a Roberto Mordacci in un affascinante duello tra i Beatles e i Rolling Stones, tra ragione e irragionevolezza nelle contraddizioni che , da sempre, sono il motore della Storia.

Tanti gli incontri nei sotterranei, tra una granita d’orzo e le atmosfere surreali delle varie Mostre proiettate sui possenti muri della Rocca. Seguitissimi i 3 appuntamenti con l’indagine filosofica che analizza in profondità serie Tv d’eccellenza, che meglio rappresentano i temi di questa edizione e che appassionano gli spettatori proprio grazie alla descrizione, anche se con stili diversi, del gioco-forza tra potere e politica. Da Gomorra a Game of Throne fino a House of Cards, dove vive più che mai lo spietato rapporto tra le serie tv e il potere politico, tra finzione e retroscena della vita alla Casa Bianca.

Un solo giorno di pioggia ha costretto i popfilosofi ad una “ritirata” nei sotterranei, ma il pubblico non ha mai abbandonato la rassegna: “Possiamo contare su uno zoccolo duro – ha confermato Lucrezia – che ci segue con stima e affetto. Siamo felici, perché per noi, non si tratta solo di mettere in fila una serie di conferenze con ospiti, ma di costruire ogni volta un percorso variegato, lanciando anche nuove sfide su come proporre le varie serate.”

Dopo i versi dei poeti e i voli stellari nel pensiero globale, attendiamo con curiosità il tema 2017 che, siamo certi, sta già facendosi strada nella fervida fantasia della giovane e creativa, brillante mente di Lucrezia.

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