Verga e Pirandello insieme, per Teatri d’Autore

Teatri d’Autore si sposta a San Lorenzo in Campo, per il terzo appuntamento della Stagione di Prosa dei Teatri Storici della provincia di Pesaro e Urbino: giovedì 19 gennaio, , ore 21.15, al Teatro Tiberini va in scena lo spettacolo Il Povero, il Ricco. Storie di Mazzarò e Ciàula, tratto dalle novelle La roba di Giovanni Verga e Ciàula scopre la luna di Luigi Pirandello, nell’intensa interpretazione di Giuseppe Esposto, accompagnato musicalmente da Raffaele Damen. Una fisarmonica (divinamente suonata da Raffaele Damen), una voce, un corpo, tre immagini, poche luci: nessun effetto, se non quelli già presenti nella scrittura di Verga e di Pirandello.

Esposto dona una sentita interpretazione alle novelle dei due autori siciliani, due parabole sulla ricchezza e povertà: come si coniugano le due drammaturgie?
<Il legame che le unisce e unisce me a loro è la Sicilia, ma non solo: è la profonda verità che nasce dalle parole di queste due novelle nel rappresentarla. La Roba e Ciaula sono due parabole sull’appartenenza a questa terra. Verga parte da una descrizione oggettiva, minuziosa, lenta del paesaggio dove la presenza del suo protagonista sembra qualcosa di mostruoso che incombe quasi a violentarne la bellezza. Alla fine però sarà la Terra a fagocitare Mazzarò perché la Terra-Roba in realtà non appartiene a Mazzarò ma è Mazzarò che appartiene alla Roba. La sua testa come un brillante fallisce. Ciaula invece, una mente istupidita dalla fatica del lavoro nelle zolfare, conosce la terra come un antro buio e mostruoso fatto di gallerie, di scale da salire. Ciaula è già parte della terra, non ha bisogno di possedere niente.>

Qual è la vera ricchezza e qual è la vera povertà oggi?
<Credo che la vera ricchezza sia sapere apprezzare la bellezza di ciò che ci sta intorno, della natura ma anche delle altre persone: capire che tutti siamo partecipi di un progetto comune e che siamo tutti cittadini del pianeta terra. Mazzarò di questo se ne fotteva e accumulava tutto per lui pensando di essere eterno.>

Dopo Ariosto, che ha inaugurato la stagione di Mondavio, esplori ancora altri due classici della letteratura: quali emozioni nel dare voce a queste creature immortali?
<L’Orlando Furioso è stato un lavoro molto impegnativo, molto intenso ed emozionante e ho avuto la fortuna di lavorare con persone straordinarie come Jessica Tonelli e i due registi Ciro Limone e Christian Della Chiara. I classici hanno la capacità di non invecchiare mai, ogni rilettura è una scoperta come se quel libro non avesse mai finito di dire quel che ha da dire. Per me è stata una scoperta anche sapere che mio bisnonno Alfonso lavorava come picconiere in una zolfara come il Zi Scarda di “Ciaula Scopre la Luna”.>

Info: al numero cell. 366 6305500

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