Frizzi e Lazzi a Mondavio

“Frizzi e Lazzi” racconta, con spumeggiante e fresca energia, le divertenti storie della Commedia dell’Arte e sarà in scena al Teatro Apollo di Mondavio, venerdì 10 febbraio alle 21,15, nell’ambito della stagione di prosa itinerante Teatri d’Autore. In scena Tommaso Cocon, Marco Corsucci, Eleonora Gambini, Lucia Leonardi: bravi e giovani attori che si sono formati sotto la guida di Maestri come Francesco Facciolli, Eugenio Allegri e Carlo Boso, che daranno vita ad una intrigante lezione-spettacolo sulla Commedia dell’Arte, giocando con le Maschere e accompagnando il pubblico alla scoperta di quel genere da cui è nato tutto il nostro teatro e che non smette di affascinare le platee di tutto il mondo.

Per Tommaso Cocon è una passione nata per caso: <Volevo migliorare la mia recitazione in aiuto all’illusionismo da cui ero realmente attratto. Mi piacevano molto i giochi di prestigio e volevo trovare il modo di costruirci delle storie intorno per farne uno spettacolo originale. Con questo spirito mi avvicinai alle lezioni di teatro che Cristian Della Chiara e Ciro Limone tenevano a scuola. Ma ben presto ho deciso che sarebbe diventato l’hobby principale.>

E poi sono venuti gli altri maestri, quelli della Commedia dell’Arte?
<Di nuovo un caso: vidi il manifesto di un corso intensivo di una settimana con il Maestro Boso, a Senigallia. Una full immersion bellissima: mangiavamo, lavoravamo e dormivamo tutti insieme, un’esperienza totalizzante. Boso all’inizio ci sembrava cattivo, ma ci ha fatto crescere tantissimo, è stata una vera folgorazione quella della Commedia dell’Arte e ho voluto approfondire. Poi l’occasione di uno stage con Allegri, di nuovo un momento importante per tutti noi.>

Quindi non tutto viene per caso?
<No, direi di no, da quella volta appena si può cerco di approfondire sempre di più. Ma la cosa bella è che ora siamo noi a portarlo nelle scuole e lo spettacolo cambia in base al pubblico che hai davanti, si modella insieme agli altri ragazzi.>

Come ricercate i vostri testi, utilizzate canovacci antichi o improvvisate storie attuali?
<Noi non utilizziamo canovacci antichi, per il momento, sono storie troppo compiute. Abbiamo scritto tutto da noi, ispirandoci, ovviamente, a quelle storie: servi, padroni, amore, i temi sono quelli e noi ci inseriamo i lazzi che servono a fare ridere, perché il pubblico preferisce ridere delle sue paure, ridere è liberatorio.>

Siete tutti giovanissimi, tra i 21 e 22 anni: che pensate di fare…da grandi?
<Io sto studiando, ancora non so se diventare filologo o archeologo, Marco studia lettere moderne, solo Lucia frequenta l’Accademia Galante Garrone, Eleonora studia lettere e beni culturali. La musicista studia geologia.>

E il teatro è solo un passaggio?
<Non lo so ancora, forse non ne farò, non ne faremo la nostra professione, ma quello che ci piace è lo spirito che ci ha unito: sul palco si vince o si perde tutti insieme, è un gioco corale e, inoltre, è un qualcosa che, benché giovanissimi, abbiamo deciso di fare come scelta, fino in fondo e al meglio possibile.>

Info: cell. 366 6305500  

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