Battlefield: tra passato e presente

Il fascino delle storie senza tempo, di quelle che continuano a raccontarla e ad essere uno specchio del contemporaneo. Sono passati 31 anni da quella “storica” messa in scena del Mahābhārata, il poema indiano che risale al IV secolo a.C., che Peter Brook, il Maestro dei Maestri della scena teatrale mondiale, allestì al Festival di Avignone: 9 ore di spettacolo, dal tramonto all’alba.

Il regista inglese, che ha da poco compiuto 90 anni, trova oggi la possibilità di far rivivere sul palcoscenico l’incanto di un grandissimo testo spirituale con Battlefield, in scena al Teatro dell’Aquila di Fermo venerdì 6 e sabato 7 maggio alle ore 21, in prima nazionale italiana.

A quel memorabile spettacolo, che sconvolse non poco il pubblico di Avignone e che vantava tra i suoi interpreti uno straordinario Vittorio Mezzogiorno, seguirono un film (di 4 ore) e diverse piéce teatrali che ne riportavano alcuni momenti “cruciali”: il Mahabharata, che, per semplificare, potrebbe somigliare ad un mix tra la nostra Bibbia e l’Iliade, è il più ampio poema epico non solo dell’India, ma di tutta la letteratura mondiale, poiché al suo interno contiene un altro importantissimo testo sacro come la Bhagavadgita  uno tra i testi più prestigiosi, diffusi e amati tra i fedeli dell’Induismo. Storia e Religione che muovono uomini, dei e natura. Come sottolinea Stefano Piano nel volume “le letterature dell’India”: “È in ogni caso evidente che, nella percezione degli hindū di ieri come di oggi, il Mahābhārata è portatore anzitutto di un messaggio spirituale: quello che trasmette il supremo segreto capace di trasformare l’agire umano da fonte di un insolubile legame con la sofferenza a strumento di emancipazione dal disagio del divenire.

Non si tratta dunque di un semplice racconto, ma, attraverso la guerra di sterminio che si consuma tra fazioni della stessa famiglia dei Bharata, si intravede una storia universale che ci insegna ancora, inaspettatamente, ad aprire gli occhi di fronte alle realtà che la vita ci presenta.
La ricchezza linguistica e immaginifica della millenaria epopea del Mahābhārata, le sue storie ancor oggi sorprendenti, ci offrono la possibilità di far rivivere sul palcoscenico fascinazioni, che, pur appartenendo al passato, riflettono allo stesso tempo i durissimi e innumerevoli conflitti che straziano il nostro mondo.” Peter Brook, Jean-Claude Carrière, Marie-Hélène Estienne

TRAMA: Una grande guerra di sterminio, una guerra che lacera la famiglia dei Bharata. Da una parte sono schierati cinque fratelli, i Pandava, dall’altra i loro cugini, i Kaurava, i cento figli del Re cieco Dhritarashtra. Il conflitto diventa ben presto una vera e propria devastazione, milioni di cadaveri ricoprono il campo di battaglia. Infine prevalgono i Pandava, il più anziano dei quali, Yudishtira, deve salire al trono con il peso di una vittoria macchiata dal sapore amaro della distruzione.

Lo spettacolo, in lingua inglese con sopratitoli in italiano, è tratto da Mahabharata e la pièce di Jean-Claude Carrière, adattato e diretto da Peter Brook e Marie-Hélène Estienne, musiche composte e eseguite da Toshi Tsuchitori, i costumi sono di Oria Puppo luci Philippe Vialatte, interpretato da Carole Karemera, Jared McNeill, Ery Nzaramba e Sean O’Callaghan. Traduzione e adattamento in italiano sono a cura di Luca Delgado, la produzione dello spettacolo è di C.I.C.T. – Théâtre des Bouffes du Nord in coproduzione con The Grotowski Institute, PARCO Co. Ltd / Tokyo, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg, Young Vic Theatre, Singapore Repertory Theater, Le Théâtre de Liège, C.I.R.T., Attiki Cultural Society, Cercle des Partenaires des Bouffes du Nord.

Informazioni e biglietti (da 12 a 30 euro): biglietteria del teatro 0734 284295, AMAT 071 2072439, call center 071 2133600. 

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