Una danza hip hop che si ispira a Gene Kelly

Che cosa lega Gene Kelly o Fred Astaire all’hip hop? Ce lo faranno scoprire i Pockemon Crew. il gruppo, guidato da Riyad Fhgani, si è formato alla fine degli anni ’90, sul piazzale davanti all’Opera di Lione, e continua a riscuotere un enorme successo nei maggiori contest internazionali, in scena venerdì 20 gennaio al Teatro Rossini di Pesaro e il 21 e 22 gennaio al Ventidio Basso di Ascoli Piceno.
Energia pura e irrefrenabile per un appassionato omaggio al cinema musicale degli anni ’30 e ’40: le scene e i costumi di questo coinvolgente spettacolo trasportano lo spettatore in un viaggio in bianco e nero nei film musicali che hanno segnato la “golden age holliwodiana” (Fred Astaire, Gene Kelly, Vincent Minelli o Stanly Donen) e i danzatori esplorano le origini delle loro danze con frenesia e poesia allo stesso tempo, pur mantenendo l’energia spontanea della “settima arte“.
L’hip hop nasce sulla strada, in uno scambio continuo di esperienze e tecnica: ma che cosa ha in comune la danza hip hop con Fred Astaire o Gene Kelly?
<L’Hip hop è un’arte in continua evoluzione e per questo si ispira a ciò che esiste per potersi evolvere. – ci risponde Riyad Fhgani – Astaire e Kelly hanno dato un enorme contribuito per arricchire questa arte. Ecco perché molti dei nostri movimenti si rifanno a ciò che proprio loro hanno creato. La danza hip hop si ispira molto ai movimenti e a ciò che questi grandi artisti hanno inventato.>

L’hip hop è, in realtà un grande contenitore, un genere che miscela diversi stili, a quali vi ispirate di piu’?
<Ci ispiriamo principalmente alla “Breakdance”, cuore dell’hip hop, che orientiamo verso altri stili come la danza contemporanea ed il circo. Ma anche tutto l’insieme delle danze dette hip hop ci interessano, come la house-danza, il popping, ecc…>

E’ anche una danza che nasce spontanea, anche se richiede molto esercizio, come si coniuga la spontaneità con la costruzione di uno spettacolo per un teatro?
<È l’alchimia tra questi aspetti che mi interessa e che mi piace. Dominare questa danza spontanea e dirigerla verso la creazione. È un esercizio difficile che richiede molto rigore e riflessione.>

Rimane un po’ di spazio per l’improvvisazione?
<Durante il periodo di residenza, c’è una prima fase in cui chiedo ai ballerini, secondo la mia visone artistica sul progetto, di lasciarsi portare dalla musica e dal tema scelto. Di ascoltare e lasciarsi andare con l’obiettivo di “disegnare” una prima bozza coreografica. I miei spettacoli non sono statici e lasciano sempre spazio all’improvvisazione. I miei ballerini sono liberi di vivere le loro coreografie al fine di far sviluppare e crescere lo spettacolo ogni sera.>

L’hip hop richiede una particolare forma fisica, come nasce un ballerino di hip hop, quali le basi che deve avere?
<La danza hip hop fa parte di una cultura globale che forma la “cultura hip hop” e che raggruppa parecchie discipline (il rap, i graffiti, la danza, ecc.). Scegliere la danza significa apprezzare la libertà di provare sensazioni, emozioni particolari: con il tempo e la pratica ci si dirige naturalmente verso una specialità. Questa danza richiede rigore ad un appassionato e divertimento ad un ballerino, che, ci si augura, la possa comprendere in tutta la sua interezza, attraverso tutto quello che rappresenta questa cultura globale.>

Lo spettacolo vuole anche essere un omaggio alla città che li ospita, Lione, in cui nel 1895 è nato il cinema dei Fratelli Lumière.

Per informazioni e biglietti: Teatro Rossini 0721 387620-21, biglietteria Teatro Ventidio Basso 0736 298770, AMAT 071 2072439. Inizio spettacoli: Pesaro ore 21, Ascoli Piceno sabato ore 20.30 domenica ore 17.30.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *