Doc Fest: cambiare le cose partendo dalla realtà

Tre giorni intensi tra documentari, incontri, street art, dibattiti, presentazioni di libri con focus sul Terrorismo e l’Immigrazione: al suo secondo anno in città, il PESARO DOC FEST “HAI VISTO MAI?” 2016 ha coinvolto la città.

E forse non è un caso che proprio a Pesaro, il documentario vincitore sia risultato “MASOUMEH”, di Sonia Moghaddam, che racconta la storia di una giovane iraniana a cui è stato gettato l’acido muriatico in volto a causa del divorzio. Toccante e sincero, il documentario affronta, con delicata introspezione, la storia di Maoumeh Atai che, come la nostra Lucia, si fa rappresentante delle, purtroppo, molte altre donne che hanno subito la stessa aggressione cercando di migliorarne le condizioni sociali e, contemporaneamente, inventa una forma di pittura che usa il Braille, suona e crea splendide statue e volti di terracotta. Un manifesto di coraggio e dignità.

Per la sezione “giovani documentaristi” (sotto i 26 anni) il premio indetto dalla BCC di Gradara è stato assegnato, da parte della giuria di studenti, a “BERBER TAJINE” di Francesco Agostini: il documentario è stato realizzato grazie al progetto “apri gli occhi senza freni” e racconta un viaggio in Marocco in bicicletta che esalta i valori di uguaglianza tra popoli e nessuna discriminazione tra razze, come si legge nella motivazione.

Premiati anche il giovanissimo Francesco Cruciani del Liceo Mengaroni di Pesaro per il suo corto “Cum Panis” nell’ambito del concorso dedicato ai giovani studenti e Carlo Lommo, in arte Foboz e Andrea Vitali, alias Vinisio, nell’ambito del contest di Street Art.

Ma il Doc Fest ha proposto anche diversi interessanti incontri: dalla lettura di “pre-festival” da parte del direttore Luca Zingaretti tratta dal testo Stronzate, scritto dall’attore insieme a Giuseppe Cesaro, all’intervista a Paolo Mieli sul suo nuovo libro L’arma della memoria realizzata da Marco Damilano, dall’incontro con il Gen. Franco Angioni sugli eventi in Libano alle video inchieste di Diego Bianchi (in arte Zoro) che ha portato in piazza il suo ZINGARETTI BOCCIprogramma televisivo Gazebo, piene di ironia e momenti di commozione. Particolarmente toccante la presentazione del libro Pesce D’Aprile di Cesare Bocci, amico di Zingaretti e volto noto della serie televisiva del Commissario Montalbano nella parte di Mimì Augello, con la moglie Daniela Spada: una storia d’amore intensa che vince su tutto, persino sul terribile scherzo del destino che ha reso ancora più solido il loro legame.

Interessantissimo anche quest’anno l’intervento di Corrado Formigli sul terrorismo: dopo Kobane, il giornalista ci ha portato sulle rovine di Sinjar, una piccola città nell’Iraq nordoccidentale, vicina al confine siriano, punto strategico del passaggio di convogli dell’Isis, raccontandone il suo assedio e la sua distruzione. Formigli ha sottolineato come l’elemento ideologico di questo devastante terrorismo sia fondamentale nella totale distruzione di tutto quello che viene conquistato. Una pesante distruzione di Storia e Cultura dei popoli, sia fisica che morale e dell’inasprimento dello stragismo che porta inevitabilmente ad uno scontro tra civiltà, ad una ripresa dei nazionalismi e, per quanto ci riguarda più direttamente, anche alla rottura di una fragilissima Europa.

Al Festival è stato possibile anche vedere, tra gli altri,  Fuocoammare di Gianfranco Rosi che ha tenuto una gremita e attenta piazza fino a notte inoltrata: anche qui un racconto struggente, ma non privo di momenti di ironia grazie al piccolo simpaticissimo protagonista, sull’esodo dei popoli africani nella piccola isola di Lampedusa. Rosi si è trasferito sull’isola, il più simbolico confine d’Europa, per più di un anno vivendo e raccontando i destini di chi ci vive e di chi ci arriva con la speranza di una vita nuova.

Il Doc-Fest resta un’affascinante anteprima della storica Mostra del Cinema che partirà dal prossimo 2 luglio, che offre uno spunto di riflessione attraverso l’approfondimento documentaristico che permette di avvicinarsi a realtà lontane o sconosciute.

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