Fuga dalla Libertà: Popsophia 2017

“Fuga dalla libertà” è il tema di questa edizione 2017, dal 12 al 16 luglio a Rocca Costanza. Di nuovo una provocazione lanciata dagli organizzatori del festival per riflettere sulla natura dell’animo umano. La libertà è una condanna insopportabile dalla quale l’uomo intende liberarsi come dalle decisioni, dai cambiamenti, dai rischi e dalle insicurezze.

Tutti gli aspetti della “fuga dalla libertà” saranno indagati, rafforzando il carattere originale e innovativo dei suoi format: spettacoli filosofico-musicali, conferenze interattive, performance teatrali, ospiti giovani e appassionati. Da Massimo Recalcati a Umberto Curi, Adriano Fabris, Simone Regazzoni e tanti altri, animeranno la discussione e la riflessione pop contemporanea.

Lucrezia Ercoli ci racconta il percorso del festival di quest’anno, ispirato al titolo di uno dei libri più famosi del sociologo Erich Fromm, Esacape from Freedom.

Fuggire o inseguire la libertà?

<Questo è l’ossimoro su cui si basa il Festival di quest’anno: siamo abituati a pensare che la società insegua la libertà vogliamo essere liberi e crediamo di vivere in un mondo libero nell’occidente democratico. Giocheremo sul contrario, perché in realtà noi siamo spaventati dalla libertà, dal fatto che le nostre scelte le dobbiamo prendere da soli, cercando un’autorità che ci dia l’orientamento. Lo stesso Occidente sembra rinunciare alla libertà per una Società più chiusa orientata alla sicurezza, dove le libertà personali sono sempre più limitate. In realtà la percezione non è nuova, lavoreremo sui grandi totalitarismi del ‘900. Il problema della repressione è ancora di grande attualità.>

Quali le chicche del programma di quest’anno?

<Abbiamo 5 giorni rispetto ai 4 dell’anno scorso, ma ci tenevamo tornasse Recalcati per l’inaugurazione: è molto legato a Pesaro e a Popsophia e il tema è legato alle sue riflessioni in questo gioco tra padri e figli. Una produzione molto particolare è quella del concerto inaugurale di giovedì, con l’idea di attraversare il ‘900 giocando sulla contraddizione e l’opposizione tra libertà e autorità, tra rivoluzione e reazione, gli anni in cui da un lato, si svolse la rivoluzione russa: la spinta rivoluzionaria e la nascita dei grandi totalitarismi degli anni ‘20. Sono queste le domande che andremo a sfogare nei fenomeni pop.>

Il binomio filosofia/spettacolo si è dimostrato vincente?

<Chiaramente di anno in anno puntiamo sempre di più sulla voglia di sperimentare con l’idea di produrre cultura: a parte la lectio di Recalcati, le altre 4 serate sono tutte produzioni su cui lavoriamo sempre molto intensamente per rinnovarle di anno in anno. Il carattere che rende Popsophia unica è l’idea della sperimentazione del linguaggio multidisciplinare: filosofia, musica, performance teatrale, tv. Mai un incontro uguale all’altro.>

Uno stimolo per i giovani e per i docenti?

<Quest’anno il festival fa anche formazione per i docenti e abbiamo ricevuto centinaia di adesioni, anche da fuori regione: un modo per aggiornare il metodo didattico, con un linguaggio contemporaneo. Ci sono sempre anche tantissimi giovani, come sono giovani i filosofi e i giornalisti che partecipano: lanciamo proposte per uscire dalla palude un po’ stantia delle aule deputate.>

Quali i fenomeni pop affrontati?

<Dalle serie tv come Westworld a Twin Peaks, fino a Handmaid’s Tale dove c’è un mondo futuro distopico dove il potere toglie alle donne ogni valore.>

A proposito di femminile, donne filosofe ci saranno?

<Sì, alcune molto interessanti: da Angela Azzaro, non propriamente una filosofa, ma che lavora tantissimo sulla libertà del femminile con tematiche legate anche all’amore, a due ragazze di Frida, un collettivo di scrittrici che fa un lavoro bellissimo sui social e Marina Pierri, una delle giornaliste più esperte di fiction a livello internazionale.>

Nomi e serate da scoprire?

<Non ci basiamo sui nomi, ma sui temi, cercando di intercettare persone che meglio possono lavorarci. Molti ospiti sono diventati partner fissi di Popsophia e lavorano con noi tutto l’anno.>

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