Fuochi sulla collina, l’omaggio a Ivan

L’amore per la musica al Teatro Sanzio di Urbino (martedì 14 febbraio ore 21), l’amore per un grande compositore e musicista italiano rimasto nel cuore di molti suoi fan: Fuochi sulla collina è un omaggio a Ivan Graziani che vede in scena il giornalista Andrea Scanzi e il figlio del cantautore, Filippo Graziani. Un incontro-spettacolo concepito dal figlio Filippo e da Scanzi, che, a teatro, ha già portato con successo Gaber e De André ed ora si dedica al cantautore “autenticamente rivoluzionario”.

Quali ricordi ha di Ivan Graziani?
<Tante cose: è una grande ferita non avere fatto in tempo a conoscerlo, ma a casa mia c’era sempre. Per me era il cantautore al massimo della leggerezza, quello più divertente che, da ragazzino, mi regalava tanto ritmo. Crescendo mi sono reso conto che era un gigante grazie anche alla sua dimensione musicale. Non amo i cantautori che sanno solo scrivere testi, perché sennò meglio scrivere poesie. I testi di Graziani li ho scoperti dopo, perché prima di tutto Ivan è un grandissimo musicista e soprattutto grandissimo chitarrista, che non lo dice mai nessuno.>

Una bellissima canzone infatti quella del titolo…
<Un testo incredibile con una incredibile apertura musicale, una canzone “perfetta”! di sicuro tra le 5 che metto nei capolavori della musica italiana, come “Quando è moda è moda” di Gaber e “Amico Fragile” di De Andrè.>

Una formula collaudata, emotivamente molto coinvolgente, con lei che racconta e un musicista che in questo caso è proprio il figlio di Ivan:
<Ci sono differenze rispetto ai precedenti spettacoli: non c’è il maxi schermo e non ci saranno immagini di Ivan. L’altra differenza è la presenza di Filippo: Giulio Casale interpretava De Andrè in modo molto personale, mentre in Filippo è evidente la somiglianza. A volte, se chiudi gli occhi, per chi ha avuto la possibilità di sentire Ivan dal vivo, ti sembra sia tornato e sia lì. Da parte mia, racconto quello che non si sa di uno dei più grandi musicisti, non solo cantautore, italiani.>

Gaber, De Andrè Graziani, sentiamo la mancanza di voci così importanti nella musica di oggi?
<Assolutamente sì! Di De Andrè ci manca quello sguardo dall’alto, di Ivan la capacità di dire cose forti attraverso un linguaggio semplice e una musicalità accattivante con cui si permetteva anche di essere “commerciale”, con grandi testi e grande musica. Certo se il livello attuale è quello di Sanremo…>

Lì volevamo arrivare, ha visto Sanremo?
<Sì, l’ho guardato, ma non sono mai stato un fan, non per snobismo, ma perché non mi piace il genere. Ogni tanto escono 2 o 3 canzoni carine, lo stesso Ivan ci andò due volte, ma quest’anno…io credo siano state tra le più basse, brutte, banali e vecchie di tutta la storia di Sanremo. Buone la Mannoia, la Turci, Gabbani, ma non hanno superato il sei e mezzo, con momenti di una tristezza assoluta, soprattutto per quelli che vengono dai talent: vocine perfette tecnicamente, ma senza emozioni! Ditemi se ci si può emozionare con Elodie o Chiara: siamo di fronte al crollo della musica, ma Zucchero, Silvestri…ve li ricordate? Unica cosa che rimarrà di questo Sanremo sarà la scimmia di Gabbani.>

Info Teatro Sanzio 0722 2281

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