Hangart Fest: la danza danzata…

Il corpo, principale protagonista della danza, è al centro della XIV edizione di Hangart Fest che, parafrasando il celebre capolavoro di Kundera, ha come titolo “La sostenibile leggerezza del corpo”.

Un’edizione segnata dalla danza danzata. Per intenderci, e per raccordarci al titolo che fa riferimento alla leggerezza del corpo danzante, vediamo in scena lavori dove ad emergere sono il movimento, il gesto, la fisicità, la coreografia, quindi la danza, più che i concetti, spesso espressi meglio su carta che in scena dai giovani performer.

Il festival si inaugura giovedì 7 settembre, con una affascinante performance urbana itinerante (in prima regionale) che percorrerà, a partire dalle ore 18, il centro storico di Pesaro, a cura della compagnia Arearea, di Udine, diretta da Marta Bevilacqua e Roberto Cocconi (storico danzatore dei Sosta Palmizi). Ruedis_ruote di confine, partirà da Piazzale Lazzarini (davanti al Teatro Rossini) e si concluderà nel Cortile di palazzo Mazzolari Mosca, toccando altre tre tappe (piazza Olivieri, piazza del Popolo e piazzale Collenuccio), attraverso via Branca e via Rossini. Su telai di ruote dei primi del Novecento e incalzati da musiche dal vivo d’ispirazione futurista, Arearea porta all’estremo l’elogio del dinamismo che ha spinto il mondo intero dritto alla guerra: esaltazione, patriottismo e gloria che hanno travolto milioni di essere umani. In quel frastuono, i sei danzatori ricercano l’affermazione della vita, la bellezza dell’incontro con l’altro, la pace. La compagnia sarà anche protagonista del primo appuntamento al Teatro Sperimentale, domani h21, con “Le quattro stagioni”: un elogio alla vita attraverso la celebre composizione di Vivaldi, riscritta da Max Richter.

Un Hangart Fest molto “danzato” che libera il corpo e la creatività dalla pesantezza concettuale e che, come sempre darà spazio a nuovi talenti marchigiani (Requiem K626 a firma di Simona Lisi, su musica di Mozart, Abbattere i costi poetry performance di Francesca Gironi, Echi e voci dal San Benedetto, performance site specific che si ispira al libro Cronache dal manicomio di Roberto Vecchiarelli e Accade due volte di Martina Ferraioli e Daniela Mariani, che debutta dopo essere stato accolto in residenza) e al progetto “Essere Creativo” con due prestigiose residenze (Mario Coccetti con Undertaker Blues e Marco Di Nardo con Never a conclusione il 23 settembre), ma anche a performance e installazioni. Di rilievo la presenza dell’israeliana Michal Mualem, insieme a Giannalberto de Filippis, entrambi provenienti dalla compagnia berlinese di Sasha Waltz, che portano in scena Primo e ultimo (15 settembre Chiesa della Maddalena, h21).

Un festival che, grazie al sostegno di Amat e dell’Assessorato alla Bellezza del Comune, ha raggiunto un elevato grado di qualità, creando un giusto “ponte” con l’attesa stagione di Danza al Teatro Rossini. Info e prenotazioni www.hangartfest.it

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