In una foresta di segni

Liberare il pensiero, farlo volare via lontano e ricostruire un mondo immaginario, mentre esso ci è distante, mentre la pandemia ci tiene rinchiusi. Il nuovo lavoro della Scuola di Scenografia premia la creatività, la fantasia, il pensiero libero e indipendente, “In una foresta di segni”, appunto. 

“Viene raccontato qui di come il mare un giorno si mise a mormorare, di come da esso salì una richiesta apparentemente impossibile, che sconvolse la vita di un popolo intero: come disegnare la mappa di un Impero “in cui ogni albero sia grande come un albero, ogni casa grande come una casa, ogni monte grande come un monte”? Il mare antico, rigurgitante meraviglie, lascia ad altri la risposta”.

Una favola dai contorni agrodolci, una storia d’amore, ma non solo. L’ispirazione è nata dalla visione del film di Wenders, “Il cielo sopra Berlino”: quali pensieri abitano le città di oggi, represse e lontane dalle abitudini più naturali? E che aspetto avevano le città durante la pandemia che ha colpito ciò che ogni essere umano ha costruito in questi secoli, la socialità, gli affetti, i confini della propria esistenza?

Tutto è stato scardinato, tutto rimosso, come se fosse possibile “sospendere” le proprie vite in attesa di un ritorno alla normalità. E qual è la normalità? Mai niente sarà più lo stesso, ogni attimo che è passato ci ha lasciato tracce fisiche e ferite spirituali che non potremo più dimenticare.
Ed è così che i 5 gruppi di studenti si sono soffermati sulle immagini e non sulle parole, dando luce agli spazi del loro movimento, ricreando un ambiente fatto di 18 isolati, in cui i visitatori/spettatori sono liberi di muoversi, insieme agli attori e agli studenti stessi, tra sogno e realtà, tra emozione e ascolto.
Una foresta di segni che rappresentano il pensiero, le idee, le visioni di un momento così triste per l’umanità, in cui ricercare la sostanza dell’immaginazione. 

È possibile dunque ridisegnare il mondo su una mappa a grandezza naturale? Quali colori e quale tipo di carta potrà servire? E dove riporre poi, quella mappa? 

Partendo da spunti letterari, artistici, scientifici di qualsiasi tipo, ispirati anche agli scritti di Borges e di Calvino, a cui sono stati affiancate le visioni di Ledoux, le opere di Maria Lai, di Burri, le fotografie di Bogolépov, pensieri diversi hanno preso forme inattese, imprevedibili. Equilibri e squilibri di un mondo capovolto, di quel mondo che vorremmo forse, abitato da un nuovo “sentire”, alla ricerca di noi e dell’altro. 

Ed è stato emozionante anche rientrare nell’aula di Scenografia, quell’aula teatro che ha accolto ogni sospiro in questi anni, ogni spettacolo, ogni pensiero. Rientrare in quell’aula e ritrovarla piena di quei pensieri a cui si aggiungono altri sogni e immagini che vibrano e rimbalzano sulle strutture che evocano paesi, città, quartieri, edifici: gabbie aperte ad una contaminazione di segni ed emozioni.
Ed ecco che tornano in mente quelle città invisibili di Calvino, fatte di emozioni, odori e profumi, fatte di pensieri, appunto, e immaginazione, dove appoggiare le ali degli angeli del film di Wenders e porre lo sguardo oltre l’orizzonte. 

Lo spettacolo è stato realizzato da Aba Urbino/Scuola di Scenografia in collaborazione con AMAT nell’ambito della Platea delle Marche in festa. 

Scuola di Scenografia
Francesco Calcagnini e Andrea Comotti 

DrammaturgiaMaria Arena, Sofia Salomoni, Stefano Spada, in collaborazione con Sante Maurizi 

coordinamento di produzione – Maria Antonia Galeone
con
Maria Paola Benedetti, Virginia Cantini, Daniela Cossiga, Giorgia De Giorgi, Francesca Gabucci, Alberto Pancrazi , Emanuele Rebecchini, Caterina Ridi, Claudio Tombini 

Direttrice di scenaFrancesca Vagnozzi 

Logistica  – Carolina Caramelli Francesca Della Martera Emma Gregori Francesca Pontillo 

Progetto scene, costumi, luci, video e audio
Scuola di Scenografia 2020/21 

Studio ArenaMaria Arena, Pierluigi Cantagallo Clelia Cerboni Bajardi Elisa Marchetti 

Studio LilliniFrancesca Della Martera, Emma Gregori, Lucia Lancellotti, Valentina Lillini 

Studio PozziSofia Anasetti, Lisa Leone, Elisa Pozzi, Emanuele Rebecchini, Lorenzo Rossi 

Studio SpadaErica Calò, Sofia Salomoni, Stefano Spada 

Studio VagnozziRosaria De Donatis, Francesca Pontillo, Francesca Vagnozzi, Sam WenYue Zhang 

Disegno luciErica Calò in collaborazione con Emiliano Pascucci 

Pittura di scenaRinaldo Rinaldi 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *