la magia del Lago dei Cigni al Rossini

Dopo lo splendido concerto di Capodanno, il Teatro Rossini propone un altro classico, questa volta sul versante della danza, domenica 3 gennaio alle ore 17, con uno dei capolavori di Čajkovskij, Il lago dei cigni,  nella versione del Balletto del Sud, firmato da Fredy Franzutti, uno dei coreografi più apprezzati nel panorama nazionale

Il lago dei cigni è da sempre una fiaba straordinaria, carica di poetica atmosfera, che incarna la romantica aspirazione verso un ideale irraggiungibile: la leggenda della donna-cigno, emblematica e seducente, che ci conduce in un viaggio tra mito e leggenda ispirati alle metamorfosi di un essere umano in animale.

LAGO DEI CIGNI 2Franzutti ambienta la sua personalissima versione dell’opera nella Baviera “fin de siècle” di Ludovico II che proprio negli anni della composizione fu dichiarato pazzo e deposto. Citazione diretta nella bella scenografia di Francesco Palma dipinta che rappresenta il favoloso castello di Neuschwanstein. Il clima romantico che si respira dall’inizio alla fine dell’accattivante balletto proviene da tutto un filone della letteratura mitteleuropea che Franzutti fa propria con citazioni qua e là disseminate nella drammaturgia del balletto: “I tre grandi balletti di Čajkovskij – scrive il coreografo – sono delle autentiche confessioni, delle sincere esposizioni dei risultati di una ricerca personale, e io sentivo che la magia di Rothbart è così potente perché agisce su un terreno comune a tutti noi. Non è infatti a irreali incantesimi, ma ad alcuni dei suoi plausibili incanti che, credo, noi tutti abbiamo ceduto almeno una volta nella nostra vita. Qui l’incantesimo è l’amore per una giovane fanciulla nelle sue due incarnazioni tipicamente romantiche (bellezza medusea, e purissimo angelo vessato). Il finale è una vox media, scena ambigua tra lieto fine e catastrofe: chi può infatti dimostrare che il cedere alla bellezza dell’arte (la protagonista femminile) sia una fuga dalle responsabilità del mondo reale? O è forse il mondo della quotidianità a essere profondamente ipocrita? In altri termini, la questione diventa: l’arte, con le sue bellezze, è un filtro narcotico e stupefacente o è la verità?”

Informazioni: biglietteria del Teatro Rossini 0721 387621, www.teatridipesaro.it.

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