L’Amleto su Zoom degli Asini Bardasci

In onda fino a domani la “spy cam story” proposta da Asini Bardasci e Pietro Piva nell’ambito di “Marche Palcoscenico Aperto. Festival del teatro senza teatri”, fruibile sulla piattaforma Zoom venerdì 5 e sabato 6 alle 21 e il 7 marzo alle ore 18, dal titolo “Home_let. Un Amleto su Zoom”. Amleto, Ofelia, Polonio sono ripresi dalle telecamere nel castello di Elsinore, chiusi in tre stanze, e il pubblico sarà chiamato a spiarli, come quando scrolliamo la home dei nostri social per sbirciare le vite degli altri. Un susseguirsi di fatti dal quotidiano al tragico, dalle chiacchiere al resto: il silenzio. Lo spettatore davanti allo schermo e la piattaforma Zoom come luogo d’azione, dove il testo shakespeariano si dilata entrando dentro le confessioni e le intimità di alcuni dei suoi personaggi.
«È un idea che è nata esattamente un anno fa, quando le nostre vite sono cambiate completamente. – racconta Filippo Paolasini – Stavamo vivendo come Asini Bardasci un periodo di profonda incertezza e riflessione. Il bando delle residenze digitali, promosso e supportato anche da Amat, ha mosso la nostra fantasia e assieme a Pietro Piva abbiamo deciso di lavorare su una “variazione” dell’Amleto di Shakespeare. L’impossibilità di metterci in scena ha stuzzicato la nostra fantasia ed è così che l’applicazione Zoom che usavamo per discutere del progetto è diventata improvvisamente il nostro “teatro virtuale”. L’intento era quello di parlare attraverso tre protagonisti dell’opera, Amleto, Ofelia e Polonio: tre solitudini, tre autismi, tre momenti solipsitici che sembrano raccontare un quotidiano dell’umano, soprattutto se pensiamo al primo, pesantissimo, lock-down». Il dramma shakespeariano come spunto per raccontare il presente «Ci piace definirla “variazione” perché quello che vedremo non è la vera storia di Amleto, non racconteremo i fatti: abbiamo più che altro estrapolato le emozioni del plot narrativo e le abbiamo cucite sul quotidiano di persone comuni che non possono uscire da un luogo o da una condizione di vita (“home_let” volgarmente tradotto è “lascia in casa”) ed è così che troviamo il training fisico e quotidiano di un ragazzo di nome Amleto, la necessità di chiudersi nel bagno della giovane Ofelia e la sete di potere mista a insicurezza del giullaresco Polonio. Il punto di vista del pubblico è quello di chi spia in silenzio». Lo spettatore potrà scegliere di essere un semplice testimone o eseguire, su richiesta, delle azioni per gli attori: entrare nel dramma può anche voler dire essere attivamente partecipi della tragedia in corso.
Le musiche dello spettacolo sono di Cee Roo, il supporto tecnico di Alba Nannini e l’organizzazione di Simona Conforti. Per info: segreteria.asinibardasci@gmail.com o pagina Facebook Asini Bardasci.

 

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