Le parole di un dizionario inesistente

Cantautori & Affabulatori, si chiude con uno dei più rappresentativi “affabulatori civici”: sul palco della Rocca Malatestiana, questa sera alle 21.15, Stefano Massini  racconta il suo “Dizionario Inesistente”.

Seguitissimo in tutta Italia (sold out ovunque) sull’onda del successo dei suoi  monologhi in Tv il giovedì sera a “Piazzapulita” di LA7, Massini è animato, da sempre, da una fortissima curiosità e voglia di raccontare. Forse per questo la sua vena irresistibile di narratore si sprigiona più che mai in “Dizionario inesistente”, il libro, pubblicato da Mondadori, in cui lo scrittore inanella ritratti formidabili e storie avvincenti, in un crescendo fra ironia, risate, emozioni e riflessioni profonde. Le sue narrazioni, intrise di vivissima umanità,  fanno scoprire figure e storie inattese e spiazzanti, e al tempo stesso ci raccontano il nostro presente.

Il “raccontastorie più popolare del momento”, con i suoi affreschi narrativi “tocca il cuore e la mente”, emoziona e fa riflettere creando cortocircuiti grazie ad uno stile unico che intreccia vicende, personaggi, eventi quotidiani e fatti di cronaca con gli stati d’animo dell’essere umano. Racconti e storie che Massini riesce a ricreare dai materiali più diversi, come accade nei suoi interventi televisivi, ma anche sui diversi quotidiani su cui scrive, così come nei suoi romanzi, nei saggi, nelle opere teatrali diffuse in tutto il mondo, tradotti in ben 24 lingue.

Lo spettacolo  «è una chiacchierata, un viaggio in cui racconto storie. – afferma Massini – Come il libro, non sarebbe nata se non fosse entrata la televisione nella mia vita. La Tv può essere un mezzo pericoloso e in un attimo si può perdere l’identità, ma ho trovato spazio in un talk serio in cui ho la possibilità di raccontare». Un dizionario inesistente è dunque «Un libro che cerca di rispondere a quei tanti momenti della vita in cui ci diciamo “magari esistesse una parola per dirlo”…e magari quella parola non ce l’hai e allora mi sono inventato un sacco di parole che non esistono per definire quegli stati d’animo e situazioni che comunemente mi è toccato di vivere. Nasce perché il meccanismo delle parole è un meccanismo fondamentale: più cerchi di parlare bene, scegliendo le parole con cura, non abusandone e consapevolizzandoti su esse, più ti salvi. Cosa succede quando il dizionario della tua lingua non ti dà tutte le parole per definire gli stati d’animo? La lingua italiana è molto bella e molto ricca ma ogni vocabolario sceglie un certo numero di parole. Nelle lingue antiche esistevano sfumature che si sono perse». Un po’ come tornare bambini: «I bambini inventano parole. Da adulti non lo facciamo più, appiattendoci, riducendo il nostro vocabolario all’osso, scordando che le parole creano mondi nuovi e sorprendenti. Anche noi possiamo creare delle parole a partire dalla storia di qualcuno. Per capire noi stessi e gli altri, esprimere chi siamo e che cosa proviamo». Le sue speciali “lezioni”, racconti sui libri ad Amici e nel programma #Maestri, lo hanno fatto conoscere e apprezzare anche da un pubblico di giovanissimi.

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