Maniaci d’Amore: comicità corrosiva

L’apertura della rassegna interdisciplinare TeatrOltre è al Teatro Apollo di Mondavio, in collaborazione con la compagnia residente Asini Bardasci: in scena sabato 19 gennaio alle ore 21,30 e domenica 20, alle ore 17, la comicità corrosiva e dissacratoria di Maniaci d’Amore con il loro “Il nostro amore schifo”, una vivisezione del sentimento amoroso operata da due giovani del nostro tempo.

“Il nostro amore schifo” è lo spettacolo rivelazione della compagnia, giunto a più di 100 repliche: un’indagine dissacrante sul sentimento intricato della gioventù, indagato da due figli del nostro tempo, ingenui e spietati.

Uno spettacolo di parola, una storia di non-amore durata decenni e condensata nel giro di un’ora, tra picchi di sublime e cadute umilianti, nel tentativo di comporre la guida illustrata della prima esperienza sentimentale, letta come rito di passaggio obbligato prima di consacrarsi alla tiepidezza e alla stabilità dell’età adulta. Una comicità corrosiva, il lento svelarsi di quell’ironia atroce che è nascosta sotto ogni storia d’amore troppo chiassosa per essere pura. Uno spettacolo amaro e divertente, incentrato su due personaggi profondamente contemporanei, disillusi, inetti, cattivi e irresponsabili. Una parabola sull’amore al tempo del mondo liquido e della fine di ogni certezza, che regala da cinque anni risate nere, commozione e motivi di riflessione.

I Maniaci d’Amore sono Luciana Maniaci (29 anni, nata a Messina) e Francesco d’Amore (31, Bari). Autori a attori teatrali. Due nomi legati da un unico destino: «Ci siamo incontrati in una scuola di scrittura, – racconta Luciana – alla Scuola Holden di Torino, diretta da Alessandro Baricco. In realtà l’idea di fare teatro non esisteva proprio. Poi, dopo due mesi, c’erano già le tracce di uno spettacolo che, in modo molto naturale, avevamo iniziato a scrivere. Sinceramente non credo che avrei scelto di fare teatro se non avessi incontrato Francesco e, se lo faccio, è proprio per farlo insieme a lui».
Gli esordi: «Abbiamo iniziato a lavorare in un teatro dove si faceva cabaret, teatro comico. – prosegue Luciana – Ma la definizione di teatro comico ci è sempre andata molto stretta in realtà. Nella nostra drammaturgia c’era anche una parte drammatica. Nel momento in cui ci siamo riconosciuti in una forma di teatro “tragicomico” ci siamo allontanati da alcuni ambienti e avvicinati ad altri. Ma la nostra cifra è questa e questo spettacolo ha segnato l’inizio di questo percorso».

Entrambi sono autori e attori e gli spunti per i loro spettacoli vengono sempre dalla letteratura, dalla filosofia, in una analisi dei rapporti umani, definiti da loro stessi, molto complessi. «”Il nostro amore schifo” nasce da una riflessione, da una domanda specifica: se il Giovane Werther non fosse stato abbandonato da Carlotta, se lei avesse corrisposto il suo amore sarebbe stato davvero felice?». Il romanzo di Goethe divenne un vero e proprio caso letterario e culturale, per l’atteggiamento tormentato dell’artista romantico che segue il cuore e non l’intelletto: «Quante volte le nostre dinamiche dicono altro su di noi: quante le relazioni malate, dove noi cerchiamo altro, forse una proiezione di noi stessi. Se Carlotta avesse amato Werther forse sarebbe stato un amore infelice, perché in realtà, l’oggetto dell’amore impossibile rappresenta il non senso della vita».

Info: 339.4518693

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