Il martello degli dei travolge il Rossini

Sembra impossibile pensare ad una sinergia fra un’orchestra sinfonica e una band che ripropone il sound graffiante e potente dei Led Zeppelin, eppure, gli arrangiamenti del M° Molinelli hanno permesso una fusione LED ZEPPELIN MOLINELLIquasi magica, addirittura esoterica secondo il mito che accompagnava il gruppo inglese, che ha letteralmente travolto il pubblico del Teatro Rossini, tutto in piedi per applaudire con  entusiasmo il debutto del nuovo, trascinante, cross-over dell’Orchestra Rossini LED ZEPPELIN– Il martello degli dei.
Sul palco Roberto Molinelli, che ha curato gli arrangiamenti di questa non facile sfida e ha diretto con grande entusiasmo la sua Rossini Pop Orchestra in dialogo con i Mothership, cover band di grandi potenzialità, accanto al racconto della storia della leggendaria band sui testi di Claudio Salvi interpretati anche dai bravissimi Fabrizio Bartolucci e Giuseppe Esposto.
Protagonista indiscussa la musica, con una scaletta che ha proposto i brani più significativi ed intensi: Good Times Bad Times, No Quarter, Since I’ve Been Loving You, Immigrant Song, The Rain Song, The Song Remains The Same, Kashmir, la mitica Stairway To Heaven, All Of My Love, fino al travolgente medley finale che ha spaziato da Whole Lotta Love, Rock And Roll a Black Dog.

Impensabili, sulla carta, una sinergia, un coinvolgimento, una energia così travolgenti, merito anche della voce di LED ZEPPELIN ROMANATOSimone Romanato dei Mothership che ha emozionato non poco per la sua incredibile estensione e passionalità, tanto che a volte sembrava di sentire quella di Plant. Un concerto che è riuscito ad evocare quell’atmosfera incredibile, feroce, sanguigna, elettrizzante che ha reso intramontabile il successo di uno dei gruppi rock più intensi della storia della musica. “Di solito facciamo concerti duri, due ore e passa di potente energia – ci confessa Simone della band che risiede tra Padova e Ferrara – non avevamo la più pallida idea di quello a cui andavamo incontro, ma il progetto ci era piaciuto moltissimo. Ora sappiamo che è validissimo e quell’energia è stata condivisa addirittura con un orchestra sinfonica e con il pubblico straordinario che c’era.” Quella dei Mothership è una passione vera e la scelta del presidente dell’Orchestra Rossini Salucci e del M° Molinelli non poteva essere più azzeccata verso una band che riesce a trasmettere forti emozioni con calore e potenza.
LED ZEPPELIN ESPOSTOAffascinante come sempre anche il punto sul percorso storico del gruppo leggenda, narrato con dovizia di particolari da Claudio Salvi, insieme alla teatralità di Esposto e Bartolucci, profondamente calati nei ruoli di Jason Bonham (figlio del celeberrimo batterista John) e Jimmy Page.

Una nuova sfida vinta a pieni voti da una valida squadra che offre sempre ottimi spunti in un percorso capace di “orchestrare”, nel vero senso della parola, sound apparentemente incompatibili con grande maestria e intensità.

RINGRAZIAMO LUIGI ANGELUCCI PER LE SPLENDIDE FOTO

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