Successo per il Gad e per Pesaro

Un successo per Pesaro e per una delle sue realtà culturali più longeve e significative: La Piccola Ribalta vince, meritatamente, il prestigioso concorso del 69° Festival Nazionale d’Arte Drammatica con lo spettacolo “Improvvisamente l’estate scorsa”: “per avere presentato una delle opere più coraggiose, ambigue e drammatiche di Tennessee Williams restituendone integra la complessità, l’atmosfera e il mistero, offrendo uno spettacolo intenso e suggestivo.”
Anche la redazione di Inscena si unisce al commento della motivazione della giuria, per una compagnia che da sempre lavora con dedizione e passione al suo sogno. La vittoria della Piccola ribalta nel cartellone di questa edizione del Festival ha ancora più valore,  vista la presenza di spettacoli di altissima qualità: qualcuno dei quali farebbe un’ottima figura anche in stagioni ufficiali di prosa.

Emozione a mille per Mario Cipollini, autore della regia e dell’adattamento dello spettacolo vincitore, insieme a Antonella Gennari: <La cosa che mi ha emozionato di più, oltre alla consapevolezza di uno spettacolo bello e riconosciuto come il migliore, è la soddisfazione per questo tipo di lavoro, che qui si mescola all’emozione per il fatto di essere a Pesaro ed essere la compagnia storica che arriva prima nel festival più importante d’Italia. In sala c’era tanta Piccola Ribalta, era nell’aria qualcosa, nella platea riconoscevo non solo il cast ma tanti amici nostri di oggi ieri e l’altro ieri e allora ti rendi conto di fare parte di una grande e forte tradizione e questo è il coronamento di un sogno che questa associazione ha rincorso da 65 anni. Tra l’altro in una edizione molto particolare, con un cartellone coraggioso e per nulla scontato. Con questo spettacolo siamo stati ammessi anche al Festival nazionale di Macerata, dove saremo domenica prossima, terremoto permettendo, e quindi siamo davvero orgogliosi di un testo che inizia a darci grande visibilità anche fuori da Pesaro.>
Ma La Piccola Ribalta ha festeggiato questo riconoscimento anche con altri premi: quello per la miglior attrice giovane, Sara Tomasucci e guadagnandosi anche il premio di “gradimento del pubblico” e quello della giuria dei giovani, ex aequo con “Oscar e la dama in rosa”.

Seconda classificata è giunta la compagnia Teatro Villaggio Indipendente di Settimo Torinese con “Italia Donati maestra”  a cui è andato anche il premio come miglior regia a Massimiliano Giacometti per il raffinato gusto stilistico e per il suggestivo commento musicale. Lo spettacolo ha vinto anche il premio come migliori costumi, consegnato a Roberta Vacchetta.

Vorremmo soffermarci un attimo di più sulla terza classificata, “Oscar e la dama in rosa” della giovanissima compagnia Teatro Moda di Gardolo (Trento) e alla sua straordinaria interprete Janna Konyaeva per un riconoscimento dovuto ad una appassionante interpretazione. Uno spettacolo che emoziona, diverte, commuove, coinvolge, nella sua profonda semplicità. L’attrice Janna Konyaeva è straordinaria nell’interpretare Oscar, il bambino affetto da una grave forma di leucemia, giunta alla fase terminale: ha in sé tutta la spontaneità, la vitalità, l’energia di un ragazzino, ma contemporaneamente riesce a stupire quando, nell’intercalare del monologo, assume il ruolo della dama in rosa. Il suo accento lievemente straniero diviene via via parte necessaria al racconto e scompare ogni qual volta interpreta l’adulta. Magica e partecipe è la scenografia minimale, con la quale l’attrice interagisce: un letto costruito in una piccola impalcatura, aeroplanini di carta colorati, un cavallino a dondolo, un orsacchiotto e le proiezioni dei disegni fatti dai bambini coinvolti dall’associazione culturale Teatro Moda di Gardolo (Trento) durante l’allestimento dello spettacolo. Anche conoscendo la trama, non si può evitare di essere coinvolti dall’intensa interpretazione della Konyaeva: il gioco, ideato da “nonna Rosa” come Oscar ama chiamarla, è quello di vivere ogni giorno 10 anni, dall’adolescenza, alla fase adulta all’anzianità. La tensione di questa vita vissuta ogni anno in un sol giorno tocca profondamente le corde più intime di ognuno di noi.

Il programma di tutto il Festival, dagli spettacoli in concorso, agli approfondimenti, al laboratorio con Eugenio Allegri, è un punto di riferimento culturale sempre più importante per la nostra città, grazie al lavoro costante e attento dell’associazione Amici della Prosa, del presidente Giovanni Paccapelo e del direttore artistico Cristian Della Chiara.

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