Travolgenti Aldo, Giovanni e Giacomo

Ognuno di noi ha il suo sketch preferito, quello per cui il fantastico trio formato da Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti ci è entrato nel dna della risata.
Sceglierne 7 su una carriera che festeggia quest’anno il quarto di secolo non è stato sicuramente facile, ma Aldo, Giovanni e Giacomo hanno decisamente travolto l’Adriatic Arena di Pesaro con un grande spettacolo di comicità pura, vivace e semplice al tempo stesso, un mix tra mimica e battuta verbale che, da sempre, offre il loro meglio soprattutto dal vivo.
Mirabolante,  eccentrica e fantasiosa la scenografia, curata da un altro un mago del trasformismo come Arturo Brachetti, che accoglie il pubblico in un fantasmagorico Luna Park, luogo deputato al divertimento e allo stupore, perfettamente calzante con la spumeggiante comicità del Trio.
Scintillante anche la presenza dei Good Fellas, l’Orchestra che li ha accompagnati anche in “Tel chi el Telun” perfetta per scandire il ritmo di due ore di comicità, accompagnate dalle immagini storiche del trio che scorrono su tre monitor giganti: scene tratte dai film, foto d’epoca che li ritraggono bambini, filmati televisivi con indimenticabili sketch, dai Bulgari a Nico, Johnny Glamour, Tafazzi, Rolando, Gli Svizzeri, Il Conte Dracula, Gli Arbitri, che arricchiscono e rinfrescano la memoria, ce ne fosse bisogno, ripercorrendo tutta la carriera di questo quarto di secolo di Aldo, Giovanni e Giacomo.
Con loro anche la brava Silvana Fallisi, moglie di Aldo, che sostituisce la Massironi, ex moglie di Giacomo, degli esordi: quasi una comicità tutta in famiglia.
Ma il vero segreto di questo travolgente trio comico sta nel fatto che nulla è cambiato in questi 25 anni: quello spirito, quella voglia di divertirsi, quel gioco continuo, fatto di scherzi, di piccole improvvisazioni, svelate da risate spontanee, “sotto i baffi”, di eterni adolescenti che non mancano di festeggiare con un finale in cui mentre Aldo si getta “letteralmente” tra le braccia del pubblico, la platea è invitata a giocare con palloni giganti e stelle filanti e, da bravi bambini incorreggibili, anche “bagnata” da Giovanni e Giacomo che sparano dal palco attraverso mitragliette ad acqua.
Una carriera di successi, partita dai locali di Cabaret, approdata nei teatri, in tv e al cinema: indiscussa però, su tutte, la loro capacità attoriale che li rende eccezionali dal vivo. Quasi nulla, infatti, è cambiato nelle battute de “La Montagna” e “I Gemelli” (da “I Corti”, 1995), “Ajeje Brazorf”, e “Dottor Alzehimer” (da “Tel chi el Telun”, 1999), “Scuola di Polizia” o “Il Museo di Arte Moderna” (da “Anplagghed”, 2006): viene da pensare agli indimenticabili sketch di Stanlio&Ollio o dei Fratelli Marx, che, collocati in qualsiasi tempo e spazio, fanno irresistibilmente ridere generazioni di spettatori.
Anche per questo spettacolo, infatti, il pubblico è formato da almeno 3 generazioni: quelli che li conoscono da 25 anni, i loro figli e persino i nipoti: “Fin da subito, – conferma Giacomo al termine dello spettacolo – abbiamo avuto un pubblico formato anche da bambini, che ora sono quelli che portano i loro figli a vederci!” Ci è mancata molto un’incursione folle di Tafazzi sul palco, o il sardo Nico che inventava costantemente nomi assurdi (tutti senza vocali) ma  Giovanni lo ha più volte “infilato” negli sketch eseguiti sul palco. Lo spettacolo conferma ancora una volta la loro forza teatrale che, ancora dopo 25 anni, è in grado di divertire un pubblico di tutte le età: due ore e ne vorresti ancora un po’…

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.