Un Barbiere che abita un sogno

Dopo i dieci giorni intensi che Pesaro ha dedicato al suo cittadino più famoso nel mondo, a Fano giunge l’allestimento dell’opera più longeva di Rossini che compie ben 200 anni dalla prima rappresentazione e dimostra di avere ancora molto da dire: il 10 e il 12 marzo, al Teatro della Fortuna di Fano, è di scena Il barbiere di Siviglia con la regia di Francesco Calcagnini, nella messinscena curata con l’Accademia delle Belle Arti di Urbino.

Come afferma lo stesso regista: “Rossini è in grado di scatenare un meccanismo musicale gigantesco, mentre sulla scena vengono rappresentati piccole preoccupazioni domestiche. E dopo 200 anni, siamo ancora qui a divertirci grazie a un signore che fa il barbiere! Uno scarto, un disallineamento, è sempre presente nella drammaturgia che Rossini organizza e questo è uno dei motivi per cui la messa in scena è sempre lì che ti interroga. La drammaturgia del libretto non nasconderebbe in sé alcun mistero. Tutto è sempre molto chiaro e comprensibile, ma cose apparentemente normali hanno spesso valori alterati. C’è un angolo oscuro.”

D’altronde “Se non ci fosse stato il Barbiere non avremmo conosciuto così bene Rossini” ha affermato in occasione dei festeggiamenti pesaresi il Maestro Zedda, di cui anche questo allestimento segue l’edizione critica.

Questo Barbiere di Calcagnini “abita” il teatro: un teatro che “sogna” il Barbiere e dove i personaggi appaiono e scompaiono proprio come in un sogno ad occhi aperti. Un Barbiere “rivoluzionario” che abita un “altrove”, un mondo parallelo in cui Rossini colloca tutte le sue opere.

Il regista, che, dagli esordi, nel 1991, ha firmato diversi importanti lavori al fianco di nomi quali Giuseppe Bertolucci o Luca Ronconi, organizza, in questo nuovo riallestimento, nuovi spazi e utilizza un nuovo cast rispetto a quello utilizzato nel 2014 per il Rossini Opera Festival. Il direttore d’orchestra sarà il Maestro Matteo Beltrami che, confessa, di avere un legame karmico con quest’opera visto che l’ha diretta diverse volte.

Sul palco artisti di grande pregio: tra cui il tenore Giulio Pelligra (Conte d’Almaviva), Bruno Praticò, grande interprete dei ruoli da baritono buffo, che qui è Bartolo, Josè Maria Lo Monaco (Rosina), il baritono russo Rodion Pogossov, incisivo e baldanzoso Figaro, il basso Alessandro Spina (Basilio) e il baritono Daniele Terenzi, come Fiorello (e Ufficiale).

A rendere questo allestimento una vera “eccellenza marchigiana” contribuiscono la FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana, che dal 1985 partecipa alle più importanti manifestazioni liriche della nostra regione, oltre che in Italia e nel Mondo, e il Coro del Teatro della Fortuna di Fano “Mezio Agostini”, diretto dal Maestro Mirca Rosciani, che esordì al Teatro della Fortuna nel 2006 con l’Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti e quest’anno festeggia i suoi primi dieci anni di attività.

Questo Barbiere di Siviglia, arriva ad un anno dalla nascita delle Rete Lirica delle Marche sottolineandone l’importante ruolo all’interno del Consorzio Marche Spettacolo, che ha costituito una Rete composta dai Teatri dei Comuni di Ascoli Piceno, Fermo, Fano e Macerata, dall’Ass.ne Arena Sferisterio di Macerata, Fondazione Rossini Opera Festival, Fondazione Teatro della Fortuna, FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana e coordinata da Luciano Messi con la direzione artistica di Alessio Vlad.

Info e prenotazioni presso il Botteghino del Teatro della Fortuna 0721.800750.

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