Una serata pazzesca…con Tullio Solenghi

Sarà “Una serata pazzesca” quella con Tullio Solenghi, primo appuntamento con il teatro per Pesaro Miralteatro d’Estate, nel suggestivo scenario dell’anfiteatro del Parco Miralfiore: giovedì 16 luglio alle 21.15, Solenghi ricorderà, con affetto, la geniale vena letteraria di Paolo Villaggio, i suoi libri, i suoi pensieri, i suoi racconti, rivelandone la sua forza di scrittore, nell’omaggio ideato insieme a Sergio Maifredi.

Solenghi: rileggere Paolo Villaggio oggi, che effetto fa?

«Fa l’effetto di riportare alla luce tutta la sua parte letteraria: noi conosciamo il villaggio soprattutto dei film e della tv. Riscoprire il villaggio dei primi libri è un’emozione nuova, perché permette di ricordare anche i suoi intramontabili cavalli di battaglia come “Gita alle grotte di Postumia” o “Fantozzi al ristorante giapponese”. È bello restituirli e lo faccio con “la sua voce” e la sua scrittura che affascinò tutti per la sua genialità».

Ma cosa succederà in questa “serata pazzesca”?

«Ho raccolto alcuni squarci letterari di Villaggio che ho iniziato a conoscere proprio attraverso i libri. Racconto sempre che li leggevo in treno, mentre, da giovane, facevo il pendolare Genova-Roma per trovare lavoro alla Rai. In pratica finivo per leggerli nella toilette perché ridevo tanto e mi vergognavo. “L’ho conosciuto nel cesso dell’intercity” come direbbe lui. Ci saranno vere perle letterarie e un po’ di aneddotica del Villaggio “privato”, quello fuori dalle scene».

La comicità nasce a Genova?

«Una grossa fetta di comicità direi proprio di sì, ma il maestro di tutti rimane Gilberto Govi, che forse alle nuove generazioni non dice nulla, ma era un classico della tv degli anni 60 e il padre della comicità genovese».

E a proposito di comicità genovese: lei più volte ne ha sottolineato la sobrietà, ma con Fantozzi c’era anche una satira feroce?

«Sì, con Fantozzi Villaggio prendeva di mira la Società ed è la comicità che più resiste nel tempo: la satira politica deve sempre rinnovarsi per il rinnovo della classe politica, ma gli “sfigati fantozziani” resistono nei secoli. Basti pensare che ormai “fantozziano” è entrato nel vocabolario comune, come parola trasversale alle varie epoche».

Non ci sono più i comici di una volta: oggi, come nella musica, le nuove leve sono tutte meteore. Come mai?

«Faccio sempre un esempio pratico: gli sketch di Walter Chiari duravano minimo 15 minuti; la durata media degli sketch del Trio era di 8 minuti. Oggi, in 8 minuti a Zelig compaiono 3 comici. Oggi tutto è molto “mordi e fuggi” e il rischio è di non andare mai in profondità».

Manca anche una professionalità, uno spessore?

«Beh una volta la comicità era molto più “pensata” e scritta: il limite della rete ha fatto sì che chiunque si senta in grado di dire qualcosa lo faccia: si tratta di cogliere l’attimo, anche senza una preparazione, una scuola. La vera comicità non ha età, è come un buon vino d’annata: se si riscopre ancora buono dopo anni, vuol dire che era davvero doc».

Info: biglietteria Parco Miralfiore (334.3193717) il giorno di spettacolo dalle ore 20.

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